Il pittorialismo

Andreola
Fotomuseo Panini

Dall’11 Aprile al 30 Maggio in mostra all’ Ex Ospedale Sant’Agostino, in Largo Porta Sant’Agostino 228 a Modena, una selezione di opere del fotografo pittorialista che ha innalzato la fotografia ad Arte negli anni Venti del XX secolo.

Inaugura sabato 10 aprile la personale sul fotografo modenese Salvatore Andreola curata da Fotomuseo Panini e Museo Civico d’Arte di Modena, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. La mostra presenta una selezione di 90 fotografie originali di Andreola scelte dagli archivi del Museo Civico d’Arte di Modena.

L’autore, modenese d’adozione, è stato il portavoce della fotografia artistica italiana nell’Europa degli anni Venti e Trenta. Ritrattista instancabile, fine indagatore psicologico, ottimo fotografo, ha interpretato quella ricerca dell’affinità fra pittura e fotografia che ha animato il dibattito artistico d’inizio del secolo scorso, dando vita al movimento pittorialista.

Il pittorialismo nasce alla fine del XIX secolo con l’intento di elevare il mezzo fotografico ad arte, al pari della pittura. La fotografia era spesso considerata con distacco nell’ambito artistico, a causa del procedimento meccanico e automatico richiesto per la produzione delle immagini. Lo scopo dei pittorialisti era quello di rendere l’immagine fotografica il più simile possibile alla pittura grazie ad un’attenta ricerca di soggetti (ritratti, paesaggi) ripresi con luci morbide e sfocature, e ad un accuratissimo lavoro di stampa in camera oscura con tecniche come il bromolio e la gomma bicromata che davano una resa pittorica alla foto. A Modena il fotografo Salvatore Andreola si dimostrò un esponente rilevante di questa corrente ed è con quest’autore che si intende dare inizio ad una ricognizione sul pittorialismo fotografico.

Questa mostra rappresenta infatti la prima tappa della programmazione che il Fotomuseo Panini dedicherà, nei prossimi anni, al pittorialismo e ai suoi maestri italiani e internazionali e, al contempo, rientra nel progetto di valorizzazione dell’ arte del Novecento a Modena che il Museo Civico d’Arte sta conducendo insieme alla Galleria Civica e agli altri istituti culturali modenesi.

Inaugurazione: sabato 10 aprile ore 18


Per informazioni: http://www.fotomuseo.it

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  1. Sabato 24 aprile alle ore 15.30, il Fotomuseo Panini propone una visita-laboratorio sulle antiche tecniche di stampa usate nel contesto del pittorialismo prendendo spunto da stampe originali esposte nella mostra monografica dedicata al noto fotografo modenese Salvatore Andreola: l’obiettivo è quello di comprendere a pieno la complessità dei procedimenti di stampa manuali realizzando, attraverso l’utilizzo di torchietti originali della fine dell’Ottocento, delle vere e proprie stampe secondo il più antico procedimento di stampa fotografica: la carta salata (1839-1860). Ogni appuntamento è introdotto da una visita guidata che spiegherà le sperimentazioni fotografiche nate nel contesto artistico del Pittorialismo.

    Il laboratorio si svolge a partire dalle ore 15,30 ed avrà una durata di circa 1 ora.

    È richiesta prenotazione telefonica obbligatoria per un numero massimo di 15 partecipanti (059-224418).
    Il laboratorio è gratuito.

    Altre visite-laboratorio sono previste il 15 maggio e il 22 maggio.

    Cos’è la carta salata

    E’ così chiamato il primo procedimento di stampa su carta ad annerimento diretto. La carta in questo procedimento è preparata con una soluzione diluita di cloruro di sodio, quindi una volta asciutta, trattata con una soluzione di nitrato d’argento. Si forma così il cloruro d’argento, sostanza grazie alla quale è possibile il formarsi dell’immagine sulla carta che si espone alla luce solare attraverso un torchietto munito di un dorso incernierato. Il torchio consente il sollevamento di un lembo della carta salata al fine di controllare nel corso dell’esposizione l’annerimento dell’immagine. Dopo la fase di impressione la stampa viene risciacquata in acqua per eliminare l’eccesso di nitrato d’argento, fissata nella soluzione di iposolfito di sodio e quindi lavata definitivamente. L’immagine risultante assume un colore intenso tra il bruno e il rosso.

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