Cavalieri etruschi dalle valli al Po

La mostra “Cavalieri Etruschi dalle valli al Po. Tra Reno e Panaro, la valle del Samoggia nell’VIII e VII
sec. a.C.” espone più di 400 reperti archeologici provenienti da corredi tombali dalle aree esaminate: ci sono
parures di fibule ed altri oggetti di ornamento in bronzo, osso, ambra e pasta vitrea, ceramiche, tutti oggetti
deposti nelle tombe con evidente valore simbolico collegato al rito, nonché espressione del rango e del ruolo
di individui appartenenti a quel ceto aristocratico che a partire dalla metà dell’VIII secolo a.C. iniziò ad
affermarsi con forza sempre maggiore. Un esempio evidentissimo della presenza delle aristocrazie rurali ad
ovest di Bologna è poi costituito dalle stele protofelsinee e dai segnacoli funerari con immagini antropomorfe
esposti. Simbolo e star del percorso espositivo è la ricostruzione a scala naturale della Tomba 2 di
Casalecchio di Reno, con stele protofelsinea e corredo originali.

Numerose tombe restituiscono  morsi equini, oggetti legati alla
bardatura del cavallo nonché riferimenti più o meno espliciti al suo possesso, esibiti all’interno di un complesso
rituale funerario che prevede la deposizione di offerte alimentari, di oggetti con funzioni squisitamente rituali,
caratterizzati da forme e decorazioni peculiari, e di oggetti sottratti alla sfera dei vivi mediante
defunzionalizzazione. Particolarmente interessanti, infine, i risultati delle analisi archeobotaniche effettuate in
sezioni di scavo limitrofe alle tombe. Gli studi pollinici, antracologici e carpologici dei campioni prelevati ai
margini delle sepolture villanoviane hanno reso possibile approfondire aspetti collegati non solo al contesto
rituale e funerario, ma anche alla vita quotidiana e alle attività che si svolgevano nell’area circostante la zona
del rinvenimento, consentendo di ricostruire il quadro ambientale e vegetazionale che faceva da sfondo alle

tombe e, più in generale, alle aree dalle Valli al Po tra l’VIII e il VII sec. a.C.
I contatti transappenninici tra la valle del Panaro
e la Toscana nel villanoviano appaiono, stando
all’attuale documentazione archeologica,
piuttosto evanescenti. Probabilmente per l’epoca è possibile ipotizzare come già attivo il percorso viario
costituito dalla valle del Serchio che attraverso la valle del Lima risulta collegata al Panaro.
Sul versante toscano l’attestazione più settentrionale è costituita dalla fase di VIII sec. a.C. dell’abitato del
Chiarone di Capannori nella piana di Lucca, i cui materiali presentano contatti con quelli bolognesi, ma anche
volterrani, alla quale segue una fase di ripiegamento e “chiusura” delle comunità locali nella fase
orientalizzante. Un altro importante referente per la valle del Panaro era probabilmente anche l’insediamento
di Pisa, attivo -secondo gli ultimi importanti rinvenimenti- già a partire dalla fase villanoviana.

Il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano
La nascita nel 1873 del Museo Civico di Bazzano rappresentò l’esito felice di una stagione di scavi e scoperte
nel territorio della Valle del Samoggia, ad opera di illustri cittadini bazzanesi, ma anche di studiosi del calibro
di Arsenio Crespellani che per primi diedero un importante contributo alle ricerche archeologiche di questo
territorio.
Il nucleo principale dell’esposizione museale è costituito proprio dai reperti provenienti dagli scavi
dell’immediato periodo postunitario. Si tratta dei materiali preistorici in selce e ftanite dai poderi Bellaria e
Livello, i reperti dell’età del Bronzo dagli scavi sull’altura della Rocca, parte dei materiali della necropoli
etrusca “Fornace Minelli”e i reperti provenienti dai pozzi-deposito Casini e Sgolfo. Nel secolo scorso le
acquisizioni principali del Museo hanno riguardato l’età del bronzo, con i materiali dagli scavi di Ercole Contu
nell’area già interessata dalle ricerche ottocentesche, l’epoca romana, con la raccolta di reperti sporadici sia
dal territorio bazzanese, sia dalla Valle del Samoggia e le epoche medievale e moderna, con i materiali
rinvenuti nell’area della Rocca. I materiali del Museo sono stati oggetto di pubblicazione ad opera di autorevoli
studiosi, prima con un catalogo (1986) curato dalla prof. Sara Santoro Bianchi, poi in altri studi, tra i quali il
catalogo della mostra Il tesoro nel pozzo del 1994 e i recenti atti del convegno Archeologia nella Valle del
Samoggia svoltosi a Bazzano nel 2001. L’opera più recente è il catalogo “Il Museo Civico Archeologico
“Arsenio Crespellani” nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano”, curato da Rita Burgio e Sara Campagnari,
realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e presentato al
pubblico il 31 maggio 2008.
Promosso da:
Comune di Bazzano, Fondazione Rocca dei Bentivoglio e Museo Civico “Arsenio Crespellani” in
collaborazione con Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.
Istituti prestatori: Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, Museo Civico Archeologico di Bologna, Museo
Civico Archeologico Etnologico di Modena, Museo Civico di Castelfranco Emilia, Museo Archeologico
Ambientale di San Giovanni in Persicelo, Museo Civico di Stellata di Bondeno e Soprintendenza per i Beni
Archeologici della Toscana
Enti finanziatori: Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Comune di Bazzano, Provincia di Bologna, IBC Istituto
per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e Fondazione Carisbo
Quando: da sabato 12 dicembre 2009 a lunedì 5 aprile 2010
Orari: martedì-venerdì 15-19 – sabato 9-12 e 15-19 -domenica 15-19. Chiuso lunedì, Natale e Capodanno
Ingresso: € 5,00 comprensivo di audio guida.
Possibilità di visite guidate per scolaresche e gruppi max 30 persone
Prenotazioni e visite guidate 339.7612628
Info: tel. 051 83 64 42 -83 64 05 museo@roccadeibentivoglio.ithttp://www.roccadeibentivoglio.it
Il catalogo della mostra è in vendita presso il bookshop della Rocca dei Bentivoglio
Via Contessa Matilde n. 10 a Bazzano (BO)
Carla Conti,
Ufficio Stampa Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna
stampa.archeobo@arti.beniculturali.it
informazioni scientifiche di Luigi Malnati, Sara Campagnari e Rita Burgio
analisi archeobotaniche di Marco Marchesini

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