La filosofia della comunità

nono festival filosofia
nono festival filosofia

Tra i poli estremi dell’individualismo illimitato e del comunitarismo difensivo, tra il soggetto-atomo e quello fuso in identità collettive, sta il vasto campo di esperienza di ciò che è comune e condiviso. Nuove figure e inedite tensioni lo attraversano, che pongono al pensiero filosofico un compito di analisi altrettanto vasto e innovatore. A questa lettura integralmente problematica della questione della comunità sarà dedicato il programma delle lezioni magistrali del nono festivalfilosofia, a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre 2009.

Bodei a Modena
Bodei a Modena

Nelle piazze e nelle chiese delle tre città, celebri maestri del pensiero contemporaneo si confronteranno con il pubblico su alcuni grandi temi che spaziano dal fondamento della comunità ai suoi luoghi, dai sentimenti che cementano o dividono le collettività alle comunità virtuali che nascono online. Il programma presenterà alcune delle più aggiornate istanze filosofiche sulla comunità, per segnalare la complementarità tra il singolare e il comune. A Jean-Luc Nancy, una delle più originali voci filosofiche contemporanee, sarà affidata una riflessione sulla radice comune dell’esperienza umana, centrata sull’essere con gli altri e sull’originaria priorità della relazione.

Analogamente Roberto Esposito, cui si deve una delle più articolate trattazioni della communitas, discuterà il rapporto comunitario come condivisione e meccanismo di dono, mentre la riflessione di Carlo Galli andrà a sottolineare i rischi connessi alla privatizzazione delle culture qualora si assuma una visione puramente formale della cittadinanza. Non si dà infatti comunità senza princìpi e regole condivise che orientino l’esperienza “di tutti e di ciascuno”.

Galimberti a Sassuolo
Galimberti a Sassuolo

Sarà il giurista Stefano Rodotà ad affrontare in questo quadro il concetto di autodeterminazione, tema cruciale in cui si esprime il difficile rapporto tra libertà individuali e norme comuni. La libertà come diritto fondamentale e, viceversa, come valore tragico sarà il tema rispettivamente di Fernando Savater e di Sergio Givone. Ad esperienze di estraniazione dalla libertà sono dedicate anche le lezioni di due dei principali protagonisti della filosofia contemporanea: Emanuele Severino, che offrirà una riflessione sulla solitudine, e Remo Bodei, supervisore scientifico del festival fin dalla prima edizione e ora membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia, che traccerà l’esperienza dell’esilio e la difficoltà di elaborare il trauma del distacco dalla propria comunità. Né essenze inalterabili, né destino di popoli, le comunità umane si costituiscono e si trasformano nel tempo e nello spazio secondo strategie molteplici: l’antropologo tedesco Christoph Wulf, analista dei gesti e delle liturgie pubbliche, affronterà la “produzione” rituale della comunità, esemplificata anche dal ruolo della “religio” nel mondo romano, la cui trattazione è affidata allo storico delle religioni Giovanni Filoramo.

Il filosofo morale Avishai Margalit declinerà questo tema attraverso la parola-chiave della nostalgia, sottolineando come le comunità si costituiscano attorno a memorie condivise e a peculiari rielaborazioni del passato. Jon Elster, uno dei più innovativi filosofi delle scienze sociali, discuterà in particolare la giustizia riparatrice, per la quale società lacerate da guerre civili o crimini contro l’umanità risultano capaci di riconciliazione legale e comunitaria.

Marc Augé
Marc Augé

Una delle strategie di costruzione comunitaria più originarie, che fa leva sulle pulsioni e i desideri inscritti nella psiche dei singoli, è quella erotica, tema delle lezioni di Umberto Galimberti e di Marco Vozza, che affronterà la “comunità degli amanti” dal punto di vista delle sue implicazioni etiche. Le comunità occupano spazio e costruiscono luoghi, materiali e istituzionali, stabilendo un dentro e un fuori che non sono solo concreti, ma anche simbolici, come la frontiera, tema di Marc Augé, fra i più accreditati antropologi contemporanei e membro del Comitato scientifico del Consorzio.

Tra i luoghi esemplari della comunità sta certamente anche la casa greca, di cui parlerà la storica del diritto Eva Cantarella, per sottolineare l’intreccio antico tra famiglia e città, mentre alle forme della metropoli contemporanea, con la sua promessa di libertà e di anonimato, sarà dedicato l’intervento di Francisco Jarauta, esperto della cultura filosofica delle avanguardie artistiche.

Se la città appartiene all’intera collettività, vi sono luoghi precipui di determinate comunità, come il monastero con la sua regola, di cui parlerà Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, o il laboratorio artigiano, spazio di una comunità di lavoro essa pure inconcepibile senza una regola di cooperazione: ne parlerà Richard Sennett, uno dei maggiori sociologi del nostro tempo. L’epoca contemporanea è contraddistinta peraltro da un nuovo tipo di luoghi, virtuali e fondati sulla comunicazione. Alle trasformazioni della vita personale e collettiva determinate dalle nuove tecnologie dedicherà una lezione la sociologa Eva Illouz, mentre il filosofo Maurizio Ferraris parlerà della connettività e della costruzione di comunità non più fondate su “suolo e sangue”.

Massimo Cacciari
Massimo Cacciari

Nell’epoca delle identità fittizie la sociologa Gabriella Turnaturi si soffermerà sulla questione del segreto. Il filosofo e teologo Adriano Fabris rifletterà invece sull’etica del virtuale, analizzandone criticamente i paradigmi di comunicazione. La comunità si cementano e si riproducono anche attraverso sentimenti e valori che, radicati nell’interiorità individuale, consentono la partecipazione e la condivisione. Massimo Cacciari aprirà il festival a Modena con una lezione sul “prossimo”, cui faranno da complemento la riflessione del teologo Piero Coda sul principio biblico della comunione e quella di Vincenzo Vitiello sul rapporto tra la Cristianità e la cultura dell’Occidente. Salvatore Natoli mostrerà le radici dell’idea di fiducia, componente essenziale dell’esperienza non solo nella sua dimensione privata, mentre Carlo Sini presenterà una lettura innovativa del principio di carità, intesa come capacità di scelta «nel nome del terzo».

Le radici classiche dell’amicizia saranno discusse da Enrico Berti, autorevole studioso di Aristotele, che mostrerà come l’amicizia fosse per i greci una sorta di virtù politica su cui costruire il bene comune, mentre Franco Cassano porterà il discorso sui “beni comuni” in prospettiva contemporanea. Le comunità si riconoscono (e si dividono) anche sulla base di discorsi, ideologie e ideali. Così l’Europa è sostanzialmente “civitas”, ossia cultura di città che coniuga universalismo e differenza, come argomenterà il filosofo politico Giacomo Marramao, e anche il pianeta diventa sempre più democratico, almeno formalmente: ai princìpi e alle regole della democrazia sarà dedicata la lezione di Michelangelo Bovero, erede del magistero di Norberto Bobbio.

Emanuele Severino
Emanuele Severino

Ma le comunità non sono sempre rose e fiori, parate e messe cantate. Possono al contrario risultare oppressive, soffocanti e conflittuali. Come mostrerà Elena Pulcini, esse fanno leva su meccanismi di paura che possono venire disinnescati solo attraverso il ricorso a una nuova nozione di cura e di responsabilità. Vi sono pulsioni di aggressività e rivalità che possono arrivare a impedire la vita in comune, come mostreranno, da prospettive diverse, Mario Perniola e Roberto Escobar, mentre Etienne Balibar, uno dei più significativi esponenti del pensiero marxista, si soffermerà sulle politiche di esclusione che fanno uso di ideologie razziste.

Alla nascita della categoria stessa di razza e alla sua pervasività all’interno delle tradizioni colte sarà dedicata la lezione di Maurice Olender, storico dei saperi religiosi. Su uno sfondo che risale fino alla cultura dell’antica Grecia, Umberto Curi ricostruirà da parte sua la figura dello straniero e la sua traiettoria nel pensiero occidentale. La questione dell’estraneo possiede valenze non solo politiche, ma anche squisitamente filosofiche: il pensatore tedesco Bernhard Waldenfels la indicherà come tratto irriducibile dell’esperienza, non derivabile dal “proprio”, né superabile nell’universale.

L’attuale fertile stagione di ricerche neuroscientifiche offre una sfida di pensiero anche al discorso sulla morale. Due filosofe, Laura Boella e Roberta de Monticelli, da prospettive diverse incroceranno i risultati degli studi sui neuroni-specchio e su altre procedure cognitive, mostrandone la convergenza su temi come l’empatia e la partecipazione emotiva al “senso comune”. In un programma che fin dalla prima edizione ha segnalato la cruciale alleanza tra ragione e gusto attraverso la sezione “cucinafilosofica” non poteva mancare, infine, un momento di riflessione sul convito, il pasto comune, come elemento rituale e sociale fondamentale nella costruzione della comunità. Su questo tema – all’incrocio tra filosofia, storia e gastronomia – dialogheranno Tullio Gregory, che da sempre firma la cucinafilosofica ed è ora membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia, e Armando Torno, editorialista di spicco del “Corriere della Sera”.

distributori
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Per rafforzare il carattere di vasta pedagogia pubblica rivolta non tanto agli specialisti quanto ai cittadini desiderosi di aggiornare o integrare i propri strumenti di giudizio, una nuova sezione arricchirà il programma del festivalfilosofia: denominata “La lezione dei classici”, presenterà i testi più significativi per la teoria della comunità – da Platone e Aristotele ad Agostino e Averroè, da Hobbes e Marx a Tönnies e Schmitt, da Arendt a Derrida – nella lettura diretta di specialisti di primo rango, quali Wolfgang Schluchter e Maurizio Viroli.

0 pensieri su “La filosofia della comunità

  1. Qualche considerazione sulla giornata di apertura: la lezione magistrale di Massimo Cacciari ha commentato l’episodio evangelico del buon Samaritano esortando all’apertura al prossimo; intento sicuramente condivisibile, ma non scevro dal rischio che la sua applicazione avvenga a senso unico: in parole povere bisognerebbe dirlo anche al padre che ha sgozzato la figlia diciottenne perché voleva mettersi con un italiano…

    Remo Bodei, col tema dell’esule, ricco di riferimenti letterari, ha dimostrato che i classici hanno ancora molto da dire in termini di modelli di comportamento; peccato che siano travolti dalla marea di merci del contemporaneo.

    L’indiana Vandana Shina ha parlato dellè battaglie giudiziarie che sta conducendo nel suo paese con le multinazionali agricole che brevettano i semi autoctoni dell’India per poi farseli pagare come propri.
    Piacerebbe sentire anche in Italia discorsi del genere, invece della supina accettazione dei diktat del mercato USA.

    Forse per la mancanza quest’anno dell’apporto della Fondazione San Carlo, l’organizzazione ha accusato alcune pecche: piazza San Carlo strapiena, nessuno che assicurasse la corretta assegnazione dei posti riservati alla stampa, il tendone di Piazza Roma chiuso anzitempo, la infelice collocazione del centro direzionale presso l’ex-ospedale Sant’Agostino.

    Ad ogni modo si continua sabato e domenica anche a Carpi e Sassuolo.

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