Io non mi sento Italiano

Dopo più d’un anno di questa farsa grottesca, la domanda sorge spontanea. Che cos’è mai un “italiano”? Un “italiano medio”, o “l’italiano vero” di Toto Cutugno. È un essere che, primariamente, non ha alcuna nozione della libertà. Non conosce i suoi diritti, e scambia per doveri le imposizioni, una più assurda dell’altra, che gli piovono da quella che individua come “autorità”. Pensa pure d’esser furbo, sempre più furbo degli altri, e se a ciò si aggiunge un moralismo crescente si ha il risultato di uno che si mette sul piedistallo del Bene da solo. L’italiano “medio” o “vero” poi è d’una ignoranza abissale. Non gl’interessa capire, conoscere… No, s’adegua, come una manica a vento, alla maggioranza che il sistema politico-mediatico e culturale dominante gli fa credere esser tale. È, insomma, un mediocre conformista. Come se tutto questo non bastasse, questo simulacro d’uomo è pure vigliacco: se pure ha mangiato la foglia, in pubblico dà mostra di essere perfettamente inquadrato, e se pure vedesse lapidare un giusto che afferma la verità farebbe finta di non conoscerlo, aggiungendoci pure qualche applauso. E mi fermo qui. Il che è quanto basta per farmi affermare che io NON mi sento affatto “italiano”. Io, semmai, mi dichiaro Italico, di un’italianità che vien prima di questa buffoneria risorgimentale raccogliticcia messa su per motivi che i più nemmeno sospettano. Enrico Galoppini

Europei rassegnati

In sostanza la nascita della società di massa e il contemporaneo abbandono dell’idea di stato nazionale o meno in favore di poteri non delegati di natura sostanzialmente economica ha determinato il disastro prima culturale e poi economico della Ue che trova il suo simbolo perfetto nell’euro. E’ da questo che sostanzialmente deriva l’atarassia degli europei di fronte a quella che ogni giorno di più appare come una mistificazione medico sanitaria colpevole tra l’altro di molte migliaia di morti stritolati dentro i meccanismi della narrazione. E per giunta una mistificazione quasi interamente nata in Usa. Siamo al diapason di una situazione che ha portato a un impressionante declino in appena due decenni: nel 2000 ante moneta unica, 41 grandi aziende su 100 nel mondo erano europee, oggi solo 15 e fra poco è grasso che cola se ne rimarranno 3, ma soprattutto ha portato a un crollo di qualità delle elite politiche nazionali, sempre meno importanti rispetto a una governance di tipo economico-finanziaria instaurando un circolo vizioso al ribasso. Oggi un vile affarista , anche un po’ scalzacane come Draghi figura come se fosse un gigante, mentre quarant’anni fa sarebbe stato un uomo di terzo piano, come del resto è stato a lungo. Dunque il suo modo di comandare è quello di obbedire. Ma questo vale in generale per tutte le elite europee, nemmeno più in grado di scuotersi di dosso una bugia, come del resto i loro cittadini, pardon i loro sudditi ormai clinicamente gestibili.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/09/usa-sipario-strappato-europa-rassegnazione151886/

Ipotesi di futuro

Eravamo già tutti contagiati e il male si manifestava attraverso una pluralità di sintomi che avevano in comune l’aumento dell’insicurezza collettiva e quindi l’adesione acritica al salvifico intervento dall’alto, così come in un edificio in fiamme si va istintivamente dietro al primo che dice di sapere dov’è l’uscita.

E certo mettere la mascherina e non stare troppo vicini sono precauzioni ovvie durante un’epidemia e nessuno poteva contestarle a priori. Ma quando si nota che i decessi riguardano perlopiù persone con un’età in cui mediamente si muore comunque, che il 97% dei contagiati riporta conseguenze nulle o irrilevanti, che è soprattutto la presenza di altre patologie a rendere fatalmente vulnerabili, allora qualche dubbio dovrebbe emergere.

Quando poi si capisce che stanno vietando le autopsie e l’assistenza a domicilio, che giocando sui cicli di amplificazione si possono trovare ‘positivi’ a piacimento, che escludono il ricorso a terapie già esistenti zittendo e dileggiando i medici che le consigliano, che non si fa chiarezza sulle reali cause dei decessi, che non si sta facendo nulla per contrastare la demolizione della sanità pubblica, che l’informazione ufficiale tende al massimo allarmismo, dovrebbe farsi largo il sospetto che non tutto sia come lo stanno mostrando.

Anna Pulizzi

leggi tutto in https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/06/prevedibile-futuro-della-pandemia-151803/

Le grandi manovre del Generale Vaccino

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Come denunciamo furiosamente e tenacemente da mesi su questo blog, non passa giorno che vengano somministrate dosi di incitamento alla vaccinazione. Hanno cominciato con la persuasione morale, destinata a convincere che si trattasse di un adempimento, anzi un diritto dovere da compiere per virtù civica e senso di responsabilità esercitato per se stessi e gli altri, tanto che il “io mi vaccino” sul profilo è stato inteso come messaggio ad elevato valore etico, civile e perfino politico a contrastare la vigliacca ignoranza delle destre terrapiattiste.

Poi, una volta accertato che l’unica verità accertata grazie alle sperimentazioni consisteva nel non avere certezze: non si hanno dati certi sulla durata dell’immunità, sull’efficacia, limitata a ridurre gli effetti più cruenti del Covid, tantomeno sulla pretesa di non contagiare gli altri e di non essere contagiati una volta assunto il preparato prodigioso, il messaggio è stato retrocesso da diritto e dovere morale a legittima rivendicazione di poter riprendere la vita “normale”, sia pure con mascherine, distanziamento, regole e restrizioni, del prima, con spostamenti, pizzeria, gite e vacanze.

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Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

E difatti nell’ambito  del Piano nazionale di  Ripresa e Resilienza sia nella Missione 5 che nella Missione 6 gli amanuensi incaricati di descrivere le magnifiche sorti che ci attendono e che anche in questo caso denunciano la sovrana indifferenza di chi sa astrarsi da legami affettivi, dalla conoscenza della realtà intorno, dalla manutenzione di vincoli e dal rispetto di patti generazioni – e che non ha mai visto Umberto D, hanno messo a punto strumenti e misure atte a “intercettare e supportare situazioni di fragilità sociale ed economica”, dedicando specifiche linee d’intervento alle persone con disabilità e agli anziani, a partire dai non autosufficienti.

Esse prevedono, si legge nel Piano,  “un rilevante investimento infrastrutturale, finalizzato alla prevenzione dell’istituzionalizzazione attraverso soluzioni alloggiative e dotazioni strumentali innovative che permettano di conseguire e mantenere la massima autonomia, con la garanzia di servizi accessori, in particolare legati alla domiciliarità, che assicurino la continuità dell’assistenza, secondo un modello di presa in carico socio-sanitaria coordinato con il parallelo progetto di rafforzamento dell’assistenza sanitaria e della rete sanitaria territoriale previsto attraverso l’attuazione del  progetto di Riforma dei servizi sanitari di prossimità e il progetto Investimento Casa come primo luogo di cura”.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/27/151471/

Considerando che io e il presidente del consiglio in carica abbiamo la stessa età, rinuncio ai toni critici dell’articolista e aspetto con fiducia di vedere in pratica le misure del piano

La guerra continua

Questo cambio di paradigma nei Paesi sotto occupazione mascherata è estremamente pericoloso visto che non può essere indolore e pertanto necessita di provvedimenti da Paese sotto controllo militare: sistemi di sorveglianza di massa, coprifuoco, Stato di polizia, chiusura delle frontiere, check point, pass sul modello dell’ahnenpass nazista, amministrazione controllata dell’economia con particolare riferimento alla libera impresa, normalizzazione dell’autoritarismo a partire dalle scuole, criminalizzazione del dissenso, propaganda sfrenata, promozione sociale dei collaborazionisti, apartheid…
Il passaggio dal soft allo hard power richiede un periodo di transizione, necessario per riprogrammare attraverso la propaganda e la manipolazione occulta le menti dei popoli sotto occupazione e per costruire le infrastrutture necessarie per l’esercizio del governo autoritario.
E questo è esattamente il momento che stiamo vivendo: il Sistema sta velocemente abbandonando la vecchia pelle democratica, ormai troppo stretta e lacerata, e sta consolidando all’aria la nuova, più robusta e adatta a contenere un corpo sociale non ancora pronto per la svolta autoritaria.
Questa è l’ultima occasione che abbiamo, dobbiamo agire mentre sono in muta, è l’unico momento di vulnerabilità del Sistema; una volta cambiata la pelle, inizierà l’epoca della repressione manu militari del dissenso oppure, in caso estremo, la guerra civile.
E’ chiaro che per uscirne non c’è altra via che una guerra di liberazione, prima ce ne rendiamo conto, meglio sarà per tutti.
Bisogna spiegarlo anche ai nostri fratelli oltre le Alpi e oltre cortina sanitaria, perchè una cosa sola è certa, da soli non ne usciremo liberi.
Giorgio Bianchi

Copiare gli americani

Siamo bravissimi a copiare gli americani nelle cose peggiori, ma ,a volte, fanno anche qualcosa di buono:

“La scorsa notte i cittadini della Pennsylvania  hanno votato per porre fine al blocco, riavviare la nostra economia, riaprire le nostre scuole e fermare la dittatura del governatore Tom Wolf”, con questo comunicato è stata annunciata la vittoria nel referendum per bloccare i poteri di emergenza del governatore ” e dunque arrivare all’abolizione di misure di confinamento che sono state piuttosto severe, vista l’appartenenza di Wolf all’entourage  bideniano. Molto si potrebbe dire di questo democratico che è stato segretario alle entrate della Pennsylvania e contemporaneamente dirigente dell’azienda di famiglia, che ha ha eliminato la tassa sul valore dei beni delle aziende (la sua compresa), che è un fan delle sanzioni economiche contro gli stati che non ubbidiscono agli ordini di Washington, ma ciò che ha indignato è stata la folle e grottesca gestione dell’emergenza che peraltro ha causato molti più problemi che in altri stati dove le misure sono state molto più limitate.

Per esempio a lui si è dovuta ciò che viene ritenuto un eccesso di autorità nel controllare e chiudere le attività economiche o le scuole e a imporre mascherine ovunque e sempre, ma soprattutto è stato lui a concentrare gli anziani con tampone positivo  in cliniche ed Rsa così da provocare una rapida diffusione dei contagi e fare della Pennsylvania uno degli stati più colpiti dalla pandemia. Un grossolano errore fatto anche in altre aree del Nord America dove il 60 per cento delle vittime attribuite al covid si concentra appunto tra case di riposo ed Rsa

Ha potuto farlo perché fino ad ora il governatore aveva la facoltà di dichiarare l’emergenza per 90 giorni e prolungarla poi indefinitamente, mente occorreva una maggioranza dei due terzi dell’assemblea legislativa  per poter revocare tale misura. Ora dopo il referendum, la massima durata dell’emergenza è di 21 giorni ed essa può essere revocata a maggioranza semplice dal parlamento locale. Non bisogna sottovalutare quanto accaduto, come se i trattasse di un incidente anche se comunque porta a 25, cioè esattamente alla meta,  gli stati Usa che si avviano a liberarsi delle misure di emergenza: il governatore Tom Wolf ha infatti concordato tutte le sue mosse pandemiche, per così dire, con Rachel Levine, ossia con la segretaria alla sanità dello stato, abbastanza nota in Usa per altro cioè per essere uno dei pochissimi funzionari pubblici  di altro livello ad  essersi dichiarata transgender. Il fatto è però che la Levine a gennaio è stata nominata da Biden assistente segretario per la salute degli Stati Uniti e dunque la sconfessione tramite referendum di Wolf, ma indirettamente anche della Levine che è stata la sua suggeritrice  per un anno intero, costituisce un duro colpo per tutta l’amministrazione di Washington che ha scelto lo stato di eccezione come sua cifra distintiva.

Ad ogni modo gli elettori della Pennsylvania sono diventati i primi della nazione a imporre restrizioni all’autorità di un governatore in merito alle dichiarazioni di emergenza ed è fin troppo chiaro che questo sarà un esempio che verrà seguito anche altrove per impedire che li governi  per un’emergenza fine a se stessa e con misure incongrue, di cui nessuno ha dimostrato la minima efficacia. Anche da noi la prima richiesta di un fronte del dissenso dovrebbe prevedere una forte limitazione dei poteri emergenziali. Vabbè detto tanto per parlare nel deserto.

riportato integralmente da https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/21/pennsylvania-un-referendum-sconfigge-lemergenza-covid-meno-confinamenti-e-mascherine/

Anglicismi

Fonte: Andrea Cascioli

Non so se sia una cosa solo italiana ma mi pare che lo Stato abbia ormai abdicato a qualsiasi funzione formativa anche dal punto di vista linguistico. Non ci proviamo nemmeno più. Una volta gli anglicismi erano perlomeno termini nati altrove che importavamo senza tradurre, per esempio computer o social network. Adesso nascono già così, direttamente sui documenti del ministero: io ho tenuto botta usando confinamento al posto di lockdown finché ho potuto (e tuttora lo faccio quando riesco), mi chiedo poi cosa ci impedisca di usare passaporto vaccinale o – toh – pure carta verde al posto di green pass e altre amenità. Mi domando se ci sia altro a monte di tutto ciò a parte una pigrizia mentale che sfocia nell’estenuazione, roba da fumatori di oppio. Soprattutto mi chiedo se c’è ancora qualcuno che associ queste scorciatoie a un senso di maggiore modernità, efficienza etc quando l’unico paragone sensato che mi viene in mente è quello con gli Stati decolonizzati dell’Africa subsahariana, dove l’abuso dell’inglese (o del francese) è conseguenza necessaria della compresenza di 30 etnie con 50 dialetti diversi. Insomma mi chiedo se qualcuno sente dire “green pass” e pensa a New York e al futurismo, perché a me evoca solo l’immagine mentale di un posto di frontiera nel buco del culo del mondo con due guardie daziarie stremate dal caldo e dalla noia, il ritratto dell’Idi Amin Dada di turno alla parete e un ventaglio per scacciare le mosche.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/l-anglicismo

Ospedale di comunità

Il progetto di ricostruzione e riabilitazione della storica ‘Villa Borselli’ di Bondeno, che porterà la struttura ad accogliere l’unico Ospedale di Comunità (Osco) dell’Alto Ferrarese e un’area Hospice, rientra all’interno di un progetto a tre fasi di lungo periodo. Un progetto articolato e ambizioso, iniziato nel 2019 con l’inaugurazione della Casa della Salute ‘Fratelli Borselli’, un investimento da 2,7 milioni di euro che ha portato vari servizi ambulatoriali all’interno del capoluogo matildeo. La fase 2 dei lavori, invece, presentata e condivisa dall’Azienda Usl di Ferrara e dal Comune di Bondeno, riguarda il progetto da 8,5 milioni di euro funzionali al ripristino di tutta la parte storica. La fase 3, dal costo di ulteriori 3,3 milioni di euro, concernerà la sistemazione definitiva delle maniche laterali della struttura, dei parcheggi e del parco esterno.

Complessivamente, si tratta di un investimento sulla struttura di Bondeno di circa 14,5 milioni di euro, «funzionale non solo al comune matildeo, ma a tutto il bacino dell’Alto ferrarese e anche oltre – spiega il sindaco di Bondeno, Simone Saletti –. Con gli 8,5milioni già finanziati da Ausl e Regione, andremo ad adeguare sismicamente tutti i corpi di fabbrica, a migliorare sismicamente la stessa villa storica, a rimaneggiare completamente i coperti, e a riordinare complessivamente i fronti. A ciò – prosegue Saletti – si aggiungerà naturalmente la completa ristrutturazione degli spazi interni, comprese le finiture edili e gli impianti».

Il termine dei lavori di questa fase 2 è previsto entro la primavera del 2023, con una prima inaugurazione già sul finire del 2022. Per quanto riguarda la ‘fase 3’, invece, «prima di tutto dobbiamo dare alla Regione un segnale forte che stiamo lavorando bene e con una progettualità di lungo periodo – commenta ancora Saletti –. L’investimento da 8,5 milioni che farà partire i lavori a breve sarà, a mio avviso, la chiave di volta per convincere la Regione a investire gli ulteriori 3,3 milioni di euro progettati. Con quei fondi, completeremo definitivamente le maniche laterali (le uniche sezioni di tutta la struttura escluse dai lavori della ‘fase 2’, ndr), adegueremo i parcheggi all’utenza prevista per la struttura, e riqualificheremo definitivamente l’enorme e meraviglioso parco adiacente alla Villa».

Chiosa poi con una nota personale l’assessore ai Lavori pubblici di Bondeno, Marco Vincenzi: «La scelta di investire e di credere fortemente su villa Borselli sta pagando. Ringrazio personalmente i sindaci che si sono susseguiti dal terremoto in poi (Fabbri, Bergamini e Saletti, ndr) – conclude Vincenzi – per aver capito l’importanza strategica e di lungo periodo del fabbricato già esistente, la nostra meravigliosa villa Borselli». Si mostra convinto delle potenzialità del dialogo Saletti: «Come avevo già preannunciato, sarà mia premura instaurare un confronto con tutte le parti politiche e sociali della comunità, aprendo un tavolo costruttivo per la determinazione del ruolo strategico del Borselli».

Sopralluogo 4
comune di Bondeno

Comma 22

Il romanzo, basato su esperienze personali dello stesso Heller, aviatore nell’USAF durante la seconda guerra mondiale, è ambientato in Italia, contesto che Heller aveva avuto occasione di conoscere durante il conflitto. Al centro della vicenda un reparto di aviatori (di stanza sull’isola di Pianosa) che esegue pericolose missioni di bombardamento a bordo di B-25 Mitchell (lo stesso tipo di velivolo su cui aveva volato Heller). Ovviamente, maggiore è il numero di missioni eseguite, maggiore è la probabilità di essere feriti o uccisi. E maggiore lo stress psicologico cui vengono sottoposti i membri del reparto.

Il più stressato è senz’altro il capitano Yossarian, che è terrorizzato all’idea che il numero delle missioni che ogni aviatore deve svolgere prima del congedo continui ad aumentare. I timori di Yossarian non sono del tutto infondati: il numero di missioni aumenta più volte nel corso del romanzo, a causa dell’ambizione e del cinismo del comandante dello stormo, il colonnello Cathcart.

Attorno a Yossarian, che comincia a fare cose bizzarre nella speranza di essere diagnosticato pazzo e quindi inabile al volo, ruotano altri personaggi più o meno strambi: Aarfy, il maggiore Maggiori, Dunbar, Milo Minderbinder, il pastore Shipman, e altri. Dall’interazione di questi individui nasce una serie interminabile di gag e di scene surreali e irresistibilmente comiche, tutte basate sull’assurdità della guerra vista con gli occhi della truppa, della carne da cannone.

da Wikipedia

con un piccolo sforzo di immaginazione (tanto minore quanto più passa il tempo) vediamo che la stessa cosa sta succedendo in Italia con le misure di ” contenimento Covid