Usque tandem?

Ciò che è accaduto negli ultimi giorni ha dell’incredibile:
1) Esplode lo scandalo delle mascherine e il commissario Arcuri si trova coinvolto per aver appaltato a tre consorzi cinesi la realizzazione di 800 milioni di pezzi per una spesa complessiva di 250 milioni di euro, una parte dei quali spesi in realtà per comprare ville, yacht e gioielli.
2) Il professor-katanga Massimo Galli viene sbugiardato pubblicamente dal suo stesso ospedale, il Sacco di Milano, sul numero falsato dei contagi da “variante inglese” e sul numero delle terapie intensive occupate da supposti malati covid.
3) L’igienista e attore mancato Walter Ricciardi continua ad invocare ossessivamente il lockdown ma, per ora inascoltato dal nuovo governo, minaccia le dimissioni.
4) Il virologo catodico Roberto Burioni pubblica un post nella sua pagina Twitter nel quale afferma che le varianti non sono così pericolose come si vuol fare credere e che rappresentano solo una moda che serve a terrorizzare.
Insomma, ci sono tutti gli elementi per fare saltare l’enorme show in cui sono tenuti i cittadini con la paura e il terrore da oltre un anno, ma la gente continua a dormire sonni profondi. Quanto potrà ancora durare un manicomio del genere?

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/cio-che-e-accaduto-negli-ultimi-giorni-ha-dell-incredibile

Bufera

Garavaglia contro Speranza: “Nell’ordinanza sullo sci è mancato il rispetto dei lavoratori”. Il Pd: la Lega è al governo, trovi le soluzioni: così titola La Stampa di oggi.

E’ arrivata la bufera

Agenda 2030

Quando allo stato di paura e di atonia subentrerà il caos economico quella parte di sanità malata che si è piegata a questo disegno e gli ha tenuto bordone capirà quanto ha sbagliato a tradire il giuramento, perché sarà letteralmente spazzata via. E tuttavia rimane da risolvere il problema del gregge, della facilità con cui le persone vengono manipolate, della loro paura a disobbedire anche di fronte ad ordini assurdi che oltre a limitare gravemente le libertà personali, mettono in pericolo l’intera vita, le aspirazioni, le imprese familiari, il lavoro, i rapporti umani, la dimensione sociale, il futuro.

Anime morte

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Quando si legge un titolo come questo (il Sole 24 Ore): “Spread in discesa, Borsa e banche volano. I mercati festeggiano Draghi”, si capisce che tutto è perduto, che si rinnova l’atto di fede nei confronti della divinità, le cui regole sono ormai assimilate e leggi naturali, che si celebrano i suoi riti (lo spread)  e si onorano le sue caste sacerdotali (le agenzie di rating).

Se poi al clima di esultanza generale si aggiunge una dichiarazione di questo genere “”La mossa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata una mossa di grande intelligenza e responsabilità che ha spiazzato le forze politiche“, per bocca del segretario generale della Cgil, si capisce che, come avevamo sospettato, il nemico era in casa, si era accomodato alla nostra tavola, aveva svuotato il nostro frigorifero, sceglieva i programmi televisivi e usava il nostro bancomat, dopo che era andato in piazza con Confindustria il Primo Maggio, aveva favorito la conversione del sindacato in agente di vendita delle consulenze del  Welfare aziendale, aveva digerito sia pure lentamente la cancellazione dell’articolo 18, mentre era stata più veloce la assimilazione della riforma Fornero  e del Jobs Act.  

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/02/03/le-anime-morte/

MES e Recovery

Ma non siete stufi di trovarvi nel piatto, senza lenticchie, tutta questa aria fritta, o meglio fried air, confezionata da chi manda i figli nei college, si cura nelle cliniche, accumula incarichi e prebende in libero regime di conflitto d’interesse, delocalizza ( i 475 miliardi che imprenditori italiani hanno speso all’estero per impiantare linee produttive se fossero stati investiti nel paese avrebbero generato 2,6 milioni di posti di lavoro), rinomina i crimini chiamandoli transizione ecologica e rivoluzione Hi Tech, con la lingua dell’impero o con il gergo dei fantocci bocconiani, per abbellire sopraffazione e sfruttamento, quelli che hanno voluto la scuola come anticamera della servitù specialistica, e convertito la servitù già brutta in schiavitù?

Dittatura sanitaria

di

Michele Sanfilippo29 gennaio 2021“Dittatura sanitaria”? Un concetto utile per decidere

Dittatura sanitaria”, locuzione di cui non ne conosco propriamente la genesi ed ho il timore di esserne, in qualche modo, l’ispiratore, allorquando, in tempi non sospetti, nel 2018, pubblicai il mio corso di Diritto sanitario nel quale, contestualizzando storicamente il diritto alla salute, in relazione ai vari diritti costituzionali, facevo presente che alla base del nazismo vi era una “medicalizzazione della società” e, per l’effetto, lanciavo un monito per il futuro. La “dittatura sanitaria” non è altro che un contesto dove viene utilizzato l’espediente di una emergenza, per instaurare un regime lesivo delle libertà fondamentali.

La forzatura interpretativa dei poteri previsti dal cosiddetto codice della Protezione civile, che consente l’emanazione dei famigerati Dpcm, è, per me, palesemente incostituzionale nella applicazione generalizzata all’intero Paese. A maggior ragione, perché esclude il Parlamento dalle funzioni proprie. Non sto a dilungarmi su eventuali altre soluzioni alternative, che probabilmente avrebbero comportato minori gravami per le persone e le aziende, ma vado direttamente ad analizzare lo sconquasso che il governo giallorosso ha provocato. Perché è utile parlarne ora, ora che vi sono “i volenterosi”, “i responsabili”, “i pronti all’uso” ed “i sempre pronti”, tipici personaggi del sistema parlamentare, da non demonizzare. Anche se a certi fondamentalisti della rappresentatività diretta, non avvezzi ai sistemi costituzionali, può sembrare uno scenario ancillare (ossia un mercimonio); fa parte del gioco che rende le crisi meramente politiche e non di sistema?

É doveroso parlarne ora, perché, proprio in un contesto di incertezza, si possono e devono mettere i paletti per l’azione del prossimo esecutivo, qualsiasi specie o faccia abbia. La prima verifica che deve essere fatta è se l’esecutivo passato abbia in qualche modo speculato su questa emergenza, casomai avvantaggiandosene per rimanere al potere o per far passare qualcosa di indigesto alla collettività. A seguito di questa analisi, dovrà pesarsi il comportamento, ovvero verificarne l’ampiezza: se sporadico o sistemico. Nel primo caso vi è, certamente, un comportamento censurabile, nel secondo siamo di fronte ad un tentativo di instaurazione di una “Dittatura sanitaria” che pretende e necessita una vigorosa reazione. In ogni caso dobbiamo vigilare.

Sotto il profilo tecnico-giuridico, dopo a livello di fonte primaria, ben 24 decreti legge (di cui 14 non ancora espressamente abrogati o decaduti), il decreto “Milleproroghe” e la legge di bilancio (composta da venti articoli, di cui uno di 450 pagine e 1150 commi) e 25 Dpcm (a livello di fonte secondaria-amministrativa) di cui quattro attualmente ancora vigenti, è avvenuto un potenziale sovvertimento delle fonti normative, che rendono assolutamente non trasparente il sistema normativo. Oltre a ciò, non si capisce chi decideva, se sedicenti tecnici e membri della pletora di commissioni composte da variegate congerie di categorie (esemplificativamente, nella commissione della ministero della Salute sulle Rsa, oltre all’alto prelato quale presidente, si trovano poetesse, giornalisti, registi) o il soggetto preposto dalla Costituzione, il quale è lì perché deve fare una sintesi di tipo politico e non delegare ai tecnici, instaurando un regime tecnocratico.

L’insidia maggiore, però, presente nella locuzione “dittatura sanitaria”, sta nella “medicalizzazione della società”, perché nell’incentrare tutta la nostra vita sul profilo della salute si innescano dei meccanismi psicologici di paura, irrazionalità, di classificazione per categorie che sono foriere della violazione della libertà personale e di quella collettiva. Ho trovato gravissima l’affermazione, che in realtà è un dato applicativo ed un dovere giuridico, che si deve usare il triage in questa pandemia, perché certe cose non si scrivono. Perché, scrivendole, si attribuisce un grado di sistematicità che non è consono, giacché dette drammatiche scelte dipendono dallo specifico caso concreto. Una siffatta opzione ci riporta a lugubri epoche, che speravamo superate dal principio di eguaglianza, ispirato dal caposaldo della “Dignità umana”.

Non so e, più che altro, non voglio esprimermi, sul fatto se si sia instaurato un regime di “dittatura sanitaria” o meno. Certamente, dico con forza che dobbiamo vigilare, perché gravi tensioni si sono verificate. E con questo porgo l’invito ai “pronti a tutto” a valutare per bene, mettendo al primo posto il rispetto dei principi e valori più profondi della nostra Costituzione, da usare quale bussola in questo tempestoso contesto.

http://www.opinione.it/societa/2021/01/29/michele-sanfilippo_dittatura-sanitaria-protezione-civile-dpcm-esecutivo-costituzione-emergenza-soluzoni-alternative/

Marasma

Fonte: Debora Billi

Ho conosciuto Luigi Di Maio ad aprile 2013. Nella stanza che condividevamo Nicola Biondo ed io, arrivò questo ragazzetto che era già Vicepresidente della Camera ma sembrava ancora, appunto, solo un ragazzetto. Parlammo un po’ con lui e poi quando uscì, con Nicola ci guardammo ridendo: “Dai che abbiamo trovato il candidato leader, finalmente!”.
7 anni fa, nel m5s, il problema era: chi diamine ci mettiamo a fare il leader e il candidato premier, se si va ad elezioni? Nel 2020, il problema è sempre quello. Nessuno è all’altezza, nessuno ha la personalità o le capacità, nessuno ha il sangue freddo di prendersi una simile gatta da pelare. Per carità, di candidati se ne trovano a iosa, tutti pensano di essere grandi statisti incompresi. Ora ci sarà da ridere, qualora si formi un direttorio o un comitato centrale o quel che l’è: chiunque resti escluso, ricomincerà con la solfa della dissidenza, delle minacce di uscita e degli attacchi a mezzo stampa. Suggerirei di fare un comitato di 300 “capi”, così sono tutti contenti e se ne stanno buoni almeno per un po’.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/luigi-di-maio-la-caduta-del-katechon

Manifesta infedeltà

Esattamente cento anni fa, il 21 gennaio del 1921 si chiudeva il congresso di Livorno dove si ebbe la frattura tra socialisti riformisti e socialisti rivoluzionari che fondarono il Partito comunista, sotto la spinta e la guida di Amedeo Bordiga e Antonio Gramsci. E proprio oggi, nel centenario, il Manifesto che si vanta di essere un “quotidiano comunista” se ne esce fuori con un insensato ditirambo allo svanito Biden il quale in una cerimonia degna di una televendita – a riprova della spaventosa e violenta decadenza dell’ìmpero – ha assunto il potere: “E’ una nuova era” scrivono in lode del corruttore dell’Ucraina e del boia della Colombia i volonterosi redattori che naturalmente, anche loro tengono famiglia. E poi “uniti contro il suprematismo” di cui però non si sono mai accorti prima, sotto Clinton e sotto Obama e nemmeno una parola contro le luttuose ingerenze dell’impero, contro il nuovo accanimento contro la Siria e la conferma della lotta contro la Cina. Insomma non è davvero rimasto nulla, solo il ricordo che è ormai l’unica cosa onesta che possiede questa sinistra reazionaria che parla solo se i ricchi glielo permettono. Onesta perché tanto non c’è più alcun alcun bisogno di accapigliarsi sulle interpretazioni di ciò che hanno rinnegato divenendo una gazzetta social liberale opportunista e filo imperialista .

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