Zombi

Così piano piano gli uomini sono stati svuotati della dimensione sociale dei diritti e ridotti e meri individui desideranti dotati dei soli diritti civili, espressione di una soggettività assoluta che si autodetermina e che finisce poi  per navigare nel nulla sociale. Alla battaglia per l’eguaglianza e per i diritti effettivi si è sostituita la lotta alla discriminazione, che tuttavia navigando nel mare delle soggettività contrapposte diventa un puro nucleo simbolico, peraltro sottoposto a contraddizioni di ogni genere. Non è un caso che questo biopotere focaultiano (vedi qui)  si sia alla fine rivolto proprio contro la sfera biologica personale, negandole le libertà fondamentali e  imponendo vaccini o pratiche di segregazione palesemente inutili a fronte di un’emergenza puramente narrata.

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Aristoi

Immagina, stai vivendo in un mondo che ti hanno detto sia una democrazia – e tu puoi persino crederci – ma in effetti la tua vita e il tuo destino sono nelle mani di pochi oligarchi ultra ricchi, ultra potenti e ultra disumani. Possono essere chiamati lo “Stato Profondo”, o semplicemente la “Bestia”, o qualsiasi altra cosa di oscuro e non rintracciabile – non ha importanza. Sono meno dello 0,0001%.
Per mancanza di una migliore espressione, per ora chiamiamoli “Oscuri Individui”.
Questi oscuri individui che pretendono di gestire il mondo non sono mai stati eletti. Non abbiamo bisogno di nominarli. Capirete chi sono, e perché sono famosi e perché alcuni di loro sono totalmente invisibili. Hanno creato strutture e organismi senza alcuna struttura legale. Sono pienamente al di fuori della legalità internazionale. Sono un’avanguardia per la Bestia. Può essere che ci siano svariate Bestie in competizione. Ma esse hanno lo stesso obiettivo: un Nuovo Ordine Mondiale (NOM) o un Unico Ordine Mondiale (UOM).
Questi oscuri individui stanno gestendo il Forum Economico Mondiale (in cui si riuniscono i rappresentanti della grande industria, dell’alta finanza e le grandi celebrità), il Gruppo dei 7 – G7, il Gruppo dei 20 – G20 (in cui si riuniscono i leader delle nazioni “economicamente più forti”). Ci sono anche entità minori, chiamate Bilderberg Society, Council on Foreign Relations (CFR), Chatam House e altre ancora.
I membri di tutte loro si sovrappongono. Persino la combinazione di questa avanguardia ampliata rappresenta meno dello 0,0001%. Si sono tutti sovraimposti sui governi nazionali sovrani eletti e sui governi costituzionali, e sulla struttura multinazionale a livello mondiale, l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Leggi il resto dell’articolo

Di Peter Koenig per Global Research

Peter Koenig, economista e analista geopolitico, ha lavorato per la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità nei settori dell’ambiente e delle risorse idriche. Tiene lezioni nelle università in USA, Europa e Sud America. Scrive regolarmente per Global Research e diverse altre testate.
È autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed – romanzo basato sui fatti e su trenta anni di esperienza alla Banca Mondiale in giro per il mondo. E’ anche coautore di The World Order and Revolution! – Essays from the Resistance.

Doppio brodo

Abbiamo quindi il caso, veramente eccezionale  nella storia, di una bis-dittatura che basa il suo potere arbitrario e senza limiti non sulla forza bruta, ma sulla propria debolezza. E’ un potere che avoca a sé ogni potere perché se no cade. Ovviamente, un simile potere si mantiene vivo solo per  la frenetica attività degli infermieri del reparto d’emergenza:   ossigenato dall’intubazione del  Quirinale,  trafitto dalle mille flebo della  Corte Cosituzionale,  sotto  trasfusione continua di plasma   della  Palamara, tutte le “istituzioni” diventate soccorritrici – e beninteso, l’analfabetismo civile politico del popolo italiano.(grassetto nostro)

La novità del Gualtieri dittatore economico, è particolarmente pericolosa, perché ha dato prova di non sapere nulla di economia, e in attesa di ordini dalla Commissione. Nella sua incompetenza, Gualtieri dipende dalla dirigenza del suo ministero. Sicché è grottesco apprendere che assume i poteri dittatoriali per “rimediare ai ritardi della macchina burocratica”: La macchina burocratica è quella da cui lui dipende .

E come è messa questa macchina, l’ha ben spiegato Sabino Cassese in un articolo di fondo sul Corriere del 20 giugno: In cui ha mostrato la vittoriosa conquista, da parte di altissimi dirigenti, di arrivare alle massime poltrone senza concorso pubblico, per promozione interna (metodo aum-aum) . Ciò, beninteso, in violazione della “norma costituzionale” più volte (apprendiamo) richiamata dalla Suprema Corte: l’ascesa ai posti dirigenziali deve avvenire previo concorso pubblico; e anche gli avanzamenti di carriera devono avvenire per concorso.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/ora-abbiamo-due-dittatori-sul-truogolo-pubblico/

Padella o brace?

“Ritornare sui banchi per l’esame è stata la scelta migliore”. Lo ha detto Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, durante il “RipartelItalia”, tour online organizzato dal Movimento 5 Stelle.

“La didattica a distanza è stato un metodo nuovo che potrà continuare ad essere utilizzato sia in classe, dove si torna a settembre. Non possiamo permetterci di perdere persone per strada anche perché il rischio è quello di finire nelle mani della criminalità organizzata e in questo la scuola ha un ruolo fondamentale. Avevo ricevuto sulla pagina Fb una richiesta da una famiglia calabrese per una bambina disabile per un tablet ed un montascala a cui abbiamo provveduto, sarebbe stata un caso di dispersione.

Per questo abbiamo creato al Miur un fondo che risponda a tutte le richieste di aiuto che arrivano dalle regioni del sud perché ogni richiesta inevasa è un rischio di dispersione scolastica. La stessa attenzione sarà data alle classi pollaio che il Covid ha evidenziato. Per ridurre il numero di alunni nelle classi servono fondi e tempo. Per farlo utilizzeremo il Recovery fund”.

A parte il falso ritorno: https://bondeno.wordpress.com/2020/06/20/pugili-suonati/, secondo il governo possiamo solo scegliere tra MES (PD) o Recovery fund (5S) !

Azzolina, addio classi pollaio col Recovery fund

Non siamo più all’altezza dei tempi

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Che dire? Diventa evidente che il problema non è il virus, sono i giornalisti. Il modo con cui fanno il loro mestiere. La loro ignoranza invincibile. Ma anche in Gran Bretagna, il problema è grave: non solo a quanto pare non hanno ancora conoscenza, né quindi adottato il Protocollo Selvaggio (che pure usano i medici americani, oltre che i nostri), e sono ancora alla fase della disperazione terapeutica, in cui vedono 3 intubati su 8 morire soffocati; ma annunciano con toni di sincero trionfo la (ri)scoperta dell’acqua calda: il cortisone! Funziona!

Scoperto nel 1950, fruttò il Nobel agli scopritori.

Questa riscoperta è il sintomo più grave della tragedia europea: mostra che sia le sue classi dirigenti, sia i popoli, non sono più all’altezza dei tempi.

Sono – siamo –regrediti dal livello in cui gli europei inventarono il cortisone (e la clorochina); il tempo in cui c’era una conoscenza diffusa tecnico-scientifica che entrava nella “cultura generale” : la capacità stessa di informarsi è perduta.

Certo, i medici sanno che cosa è il cortisone; ma, appunto, è un loro sapere tecnico, confinato alla loro specialità; per cui i non medici al comando – er ministro Speranza, i Conte, i Gualtieri, i Fontana, le dirigenze statali che “comandano” – possono ignorarlo, nel senso radicale: credono di avere il diritto di ignorarlo -e quindi prescrivere le “terapie” arretrate dettate dalla truffaldina OMS,che fanno morire la gente.

Di questa ignoranza al comando , questa arretratezza ai vertici rispetto ai tempi, Ortega y Gasset incolpò già negli anni ’30 le Università: che trasmettono saperi professionali, ma ormai non trasmettono più cultura.

“Il carattere catastrofico della situazione europea presente si deve al fatto che il francese medio, l’inglese medio, il tedesco medio sono incolti, non possiedono il sistema di idee vitali sul mondo e l’uomo corrispondenti al tempo. Questo personaggio medio è il nuovo barbaro, arretrato rispetto alla sua epoca, arcaico e primitivo in paragone alla terribile attualità dei suoi problemi. Questo nuovo barbaro è principalmente il professionista” formato dalle università, che “sa più di prima, ma è anche incolto”.

Perché sì “la società ha bisogno di professionisti, giudici, medici, ingegneri, e questi formano le università. Però, prima di questo, occorre assicurare la capacità di un altro genere di professione: quella di comandare“, prosegue il filosofo .

“E per comandare non intendo tanto l’esercizio giuridico di una autorità, ma la pressione e l’influsso diffuso sopra il corpo sociale. Oggi, in questo senso, nelle società europee comandano le classi borghesi, fatta in maggioranza d di professionisti; è della massima importanza quindi che, parte la loro specifica professione, siano capaci di vivere ed influire secondo la altezza del tempo”.

Cosa è l’altezza del tempo? Ortega y Gasset prova farlo capire così: è inammissibile che si metta al comando “un magistrato, un giudice” [un avvocato…] senza che costui abbia, “per esempio, una idea chiara della concezione fisica del mondo a cui è salita oggi la scienza, e del carattere e limiti di questa scienza meravigliosa con cui si è giunti a tale idea. Non si tratta di vaghi desideri di una vaga cultura: la fisica e il suo atteggiamento mentale è una delle grandi ruote interiori dell’anima umana contemporanea. Nella fisica sboccano quattro secoli di addestramento intellettivo [da Galileo a Copernico, da Newton a Fermi ed Einstein ndr.] e la sua dottrina è mescolata con tutte le cose essenziali dell’uomo vigente – la sua idea di Dio e della società, ella materia e di cos’è la materia”. La fisica come cultura generale “uno può ignorarla senza ignominia né disdoro sé è un umile zappatore. “Però il signore che dice di essere magistrato, generale, filologo, o vescovo – ossia la classe dirigente – se ignora quel che è il mondo fisico oggi per l’uomo europeo, è un perfetto barbaro […] e lo stesso dico di chi non possieda alcuna idea precisa della filosofica […], un piano dell’Universo e della interpretazione che la biologia generale dà ai fatti fondamentali della vita organica” .

Questa cultura generale la dava, da noi, il liceo classico di Giovanni Gentile: da cui, prodigiosamente, il vostro cronista ha appreso non solo latino e greco, ma le idee chiare sulla fisica, la biologia, della scienza e dei suoi limiti – e il fatto misterioso che per lui il cortisone non è una novità inaudita. Finito da tempo. Da troppe generazioni di barbari non all’altezza dei tempi.

Quando una civiltà (ri)scopre l’acqua calda

Festa privata

Accettare che Conte chiami “Stati Generali” il raduno che ha indetto il pugliese con la sua junta, è segno insieme di impostura, di ignoranza profonda di cultura politica, per tacere della cultura generale.

Gli Stati Generali che Luigi XVI chiamò nel 1789, erano la convocazione di un Parlamento;  il contrario esatto di quello “convocato” dal piccolo Ceausescu pugliese fra gli applausi mediatici, partitici e l’approvazione del Colle : che è un ricevimento ad inviti, senza alcun mandato deliberativo, e nemmeno consultivo. E a porte chiuse.

Gli Stati Generali si chiamavano così perché erano la chiamata dei tre ceti (clero, nobiltà, terzo stato) ai quali il governo doveva chiedere aumenti delle imposte per risanare le sue finanze disastrose. Non erano stati convocati da 170 anni, perché se ne conosceva la tendenza – tradizionale – antagonista rispetto all’esecutivo, la forza della sua legittimità che limitava le prerogative regie.

I delegati degli Stati Generali erano infatti eletti per voto generale, ancorché per ceto e con particolarità a volte cervellotiche: nel clero ad esempio i monaci ebbero un voto per ogni convento, mentre i canonici uno per ogni gruppo di dieci; e quest’assurdità non veniva, come si può credere, dalla tradizione medievale; al contrario, era una novità: “il regolamento del 24 gennaio emanato dal Consiglio (regale) che sconvolse l’ordinaria procedura di convocazione per sostituirla con un sistema complicato che diede ad ogni partito l’impressione di essere danneggiato” (Gaxotte).

Ma tuttavia, il guardasigilli del re, Barentin, istruì i funzionari locali di “non permettersi in alcun modo di intervenire per forzare la libera scelta ai votanti”. I 1100 e passa rappresentanti che vennero a Versailles ad aprile, erano dunque stati davvero liberamente eletti, circoscrizione per circoscrizione; e coscienti di essere davvero “rappresentanti” , consapevoli della forza di tale legittimità.

Solo che nel parlamento così convocato, così nuovo, si votava per ceto e non per testa: ogni ceto si riuniva a parte; tre voti, uno per ogni “stato”. Poiché clero e nobili – che erano anche quelli “privilegiati”, godenti di esenzioni medievali fiscali, avevano comuni interessi e potevano mettere in minoranza il Terzo Stato, i delegati di questo – notai, avvocati di provincia, Robespierre, il grandioso Mirabeau – chiesero subito di votare “per testa” (il loro numero era pari a quello dei rappresentanti de due stati primi) ; gli altri tirarono in lungo, in discussioni inconcludenti.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/stati-generali-insulto-a-un-ex-popolo/

Si vota a settembre

Il piano shock per l’Italia, predisposto da Colao (di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo) prevede il riassetto del sistema industriale italiano attraverso incentivi all’innovazione delle imprese e in parallelo, per ottenere la riduzione del debito pubblico, la svendita del patrimonio pubblico, mediante privatizzazioni e procedure d’asta e pubblica aperta a tutti i player internazionali che fanno parte del solito giro dei potentati finanziari internazionali.

Colao è l’uomo di fiducia dei grandi organismi finanziari ed a lui saranno affidati i compiti più gravosi e di maggiore impatto sull’economia italiana, liberando Conte e soci da responsabilità diretta e non è un caso che Colao abbia stabilito nel suo contratto l’immunità completa sia personale che patrimoniale in modo da non dover avere “fastidi” di tipo giudiziario per le decisioni che prenderà e per i disastri che dovesse causare all’interesse pubblico ed alle aziende oggetto delle sue cure.

In pratica un curatore fallimentare che agisce per delega a distanza, dal suo comodo ed elegante ufficio di Londra senza dover sentire gli schiamazzi e le grida dei lavoratori in sciopero o dei disoccupati disperati sotto le finestre del suo palazzo. Meglio tenersi a distanza dalla plebe vociante che non comprende quale sia l’assetto futuro del sistema tecnocratico che sostituirà i lavoratori con i robot e che disporrà di sudditi iper controllati con app e microchip sottopelle in modo che non possano muoversi  in forma incontrollata.

Operai durante un presidio davanti alla direzione dell’Ilva a Taranto

Da quanto sopra sembra chiaro a chi conviene mantenere l’emergenza e diffondere la psicosi e la paura della “nuova ondata” del coronavirus in ottobre, in un contesto assolutamente studiato per facilitare il compito di chi deve decidere il prolungamento delle misure di emergenza, il distanziamento sociale, il divieto di assembramenti e l’estensione del controllo di massa  mediante sempre nuovi marchingegni elettronici.

Non si tratta soltanto dell’impresentabile governo di Conte/Di Maio, venduto agli interessi di potentati economici esterni  ma (e questa è la novità) tale necessità è nell’interesse di quelle centrali del potere finanziario e tecnocratico che hanno messo a punto la grande manipolazione del coronavirus per prendere definitivamente il controllo del paese e dei suoi asset economici. 

https://www.controinformazione.info/il-grande-inganno-prosegue-in-vista-dellavvento-della-tecnoncrazia-scientista-dei-nuovi-super-manager/

Il Leviatano

di Lorenzo Maria Pacini

Ci troviamo nel bel mezzo di una riorganizzazione verticistica ed autoritaria del sistema globalista, il quale aveva cominciato a perdere consenso presso le masse riplebeizzate e sofferenti, che con i loro guaiti, come diceva Giulietto Chiesa, cercano una rivendicazione attraverso il sovranismo, il populismo, forme spesso incoerenti ma indice del palese disagio della post-modernità globalista. Ebbene, questa sterzata autoritaria serve a far sì che la classe dominante mantenga il dominio, riconfermando lo status quo senza il consenso del popolo.

La nuova configurazione di regime sanitario e terapeutico si lascia inquadrare nel modello proposto da un classico della letteratura filosofica politica della modernità, il Leviatano di Thomas Hobbes, nel quale possiamo rintracciare degli spunti utili per comprendere il nostro tempo. Stiamo passando da un sistema capital-globalista permissivo e consumistico ad uno autoritario, nel quale il controllo totale dei sudditi è il leit motiv ricorrente, che deve mettere fuori legge qualsiasi forma persino del precedente modello, fatto di narcisismo edonista e consumo sfrenato nell’annichilimento della persona.

Il modello cessa di essere quello del consumatore anarchico per divenire quello del suddito descritto da Hobbes, che rinuncia cioè a tutto pur di veder garantite la sua salute e la sua sicurezza. Affinché possa prevalere questo modello hobbesiano, occorre riproporre una condizione analoga a quella descritta nel libro del filosofo inglese: la pandemia del covid-19. Nello stato di natura, ciascuno è un potenziale lupo pronto a mangiare il prossimo (homo homini lupus, diceva Hobbes); trasponendo nelle recenti vicende, ogni individuo è un potenziale untore diffusore del virus (homo homini virus, diremmo oggi); si ha di fatto un regresso allo stato di vita precedente alla politica, nel quale vige il caos, e per uscirne risulta necessario garantire una soluzione.

Controllo mentale

Quando la vita è la posta in palio accade che gli uomini siano disposti a cedere tutte le libertà pur di vedere salva la vita stessa. Ed è proprio su questa paura che sorge dagli abissi dei mari il Leviatano, diabolico mostro pronto a divorare chiunque non osi sottostare ai suoi comandi. Perché il nuovo mostro sanitario possa, quindi, operare a pieno regime – e regime è la parola più adatta – la paura è necessaria e deve stabilirsi quale regola di tutta la vita sociale. L’altro, il mio prossimo, torna ad essere visto come un nemico, un virus appunto (anche se non dimostra di essere tale), dal quale fuggire via o peggio ancora verso il quale combattere, disintegrando così gli elementi fondanti della vita comunitaria; egualmente viene imposto l’isolamento del singolo per evitare il contagio dell’altro, di ciò che l’altro ha in sé, o meglio di chi è in sé. La mascherina, oltre a essere il marchio del nuovo docile suddito, è anche la spia che ci ricorda in ogni istante che noi stessi e chi ci sta intorno siamo potenziali contagiati e contagiatori, “asintomatici” portatori del male.

leggi tutto su https://www.controinformazione.info/il-leviatano-della-dittatura-sanitaria/

La cura del dottor Goebbels

Analisi perfetta

Il simplicissimus

esercito-coronavirusSe non puoi più promettere il paradiso, spalanca le porte dell’inferno. Mi piacerebbe poter dire che si tratta di una antica perla di saggezza è invece è una considerazione talmente innestata nel presente da parere inattuale: è quasi una costante che quando le grandi illusioni falliscono il potere costituito non  passa ad obiettivi più modesti, ma al loro esatto contrario. Una ritirata progressiva porterebbe alla crisi di paradigma e alla contestazione degli assetti di potere, mentre il ribaltamento improvviso delle prospettive è talmente scioccante da annichilire ogni reazione. Situazioni simili sono studiate in psicologia sperimentale, ma anche al di fuori della provetta ce ne sono parecchi esempi  e forse il più vicino nel tempo è quello della battaglia di Stalingrado e il successivo celebre discorso  di Goebbels sulla guerra totale: il regime hitleriano avrebbe potuto minimizzare la disfatta, ma ben presto lo stesso avvicendamento delle truppe al fronte avrebbe spalancato…

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Marcia sulle rovine

gibbon

In nome del doveroso rispetto delle regole, da più di vent’anni l’Italia ha smesso di crescere,  di creare e assicurare  lavoro stabile per i propri figli, di  salvaguardare l’accesso ai servizi sociali, di tutelare la salute, di dare istruzione e cultura, di esercitare la regolare manutenzione del territorio.

Ogni giorno la grande stampa auspica la promozione a più alto incarico del ministro Franceschini, impegnato in prima persona a battersi in quella che qualcuno ha chiamato la “guerra delle briciole”, per far riconoscere agli italiani il ruolo di baristi,  osti, portieri, locandieri, facchini, autisti, marmittoni.

Come è giusto esigere da un paese retrocesso a terzo mondo interno dell’Occidente, che è obbligato a prestarsi a un futuro servile, terra di giacimenti culturali troppo poco sfruttati, di paesaggi non abbastanza  degradati, di musei non sufficientemente abili a fare cassa, a aree archeologiche non sufficientemente predisposte a ospitare sfilate di mutande, a gallerie poco pronte a esibire mostre farlocche a beneficio dei critici/manager, delle multinazionali dei cataloghi e dei gadget, delle assicurazioni e dei “servizi aggiuntivi”: edizioni di scadenti sussidiari, ristorazione, merchandising.

Il destino è segnato, si riaprono i cantieri, la gleba torna  ai solchi bagnati di servo sudor e le città d’arte devono riaprirsi come prima e peggio di prima all’arrivo desiderato e promosso di turisti. Peggio di prima, si, perché dobbiamo scontare il danno alla reputazione di essere in testa ai paesi contagiati, con record di morti che gettano ombre sulla nostra ospitalità ed efficienza,  avanguardia tra gli accattoni del Mes .

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2020/05/27/marcia-sulle-rovine-ditalia/