La grande alleanza

La grande alleanza è cosa fatta
CORRADI – VERRI – PATTI
Tutti CONTRO SALETTI
Finalmente sono usciti allo scoperto
“Al ballottaggio tutto sarà possibile”
Una alleanza nata tanto tempo fa
Tanto è vero che il consigliere comunale Luca Pancaldi ha autenticato le firme della Lista Patti.
MARCO VINCENZI su Facebook
Nel frattempo su Wikipedia i risultati delle elezioni precedenti:

Marcia della Liberazione

È questo il tempo di rinascere.
Insieme, ce la faremo!

(Fonte)

E’ possibile sostenere la manifestazione effettuando una donazione al presente collegamento.
La Marcia della Liberazione è anche su Facebook e Youtube.

byebyeunclesam | 7 settembre, 2020 alle 14:22 | Etichette: 10 ottobre 2020, marcia della liberazione, roma, sovranità

NOTA
Personalmente mi permetto di dissentire: anzitutto non credo assolutamente che gli italiani abbiano voglia di impegnarsi per risorgere (anche perché non se ne rendono conto); tantomeno poi credo che la cosa possa partire da Roma…

Comunali 2020

I programmi li trovate al link http://www.comune.bondeno.fe.it/consultazioni-elettorali/255-consultazioni-elettorali/671-elezioni-comunali

Programmi amministrativi in ordine di estrazione:

acrobatCandidato n. 1 – Verri Davide

acrobatCandidato n. 2 – Corradi Tommaso

acrobatCandidato n. 3 – Patti Salvatore

acrobatCandidato n. 4 – Saletti Simone

Quello più completo mi è sembrato quello di Davide Verri, rimane da valutare la lista dei candidati  (che non necessariamente saranno poi in giunta).

La cosa curiosa è che, pur essendo la popolazione sotto il limite utile, contano le cifre del censimento 2011; quindi il 4 ottobre è previsto l’eventuale ballottaggio.

Poi c’è il referendum confermativo (quindi valido a maggioranza e senza quorum) sul numero dei parlamentari.

TV spazzatura

Fonte: Accademia nuova Italia

La gente è arrabbiata. La constatazione è ovvia, la sua espressione verbale è alquanto edulcorata. La gente non è semplicemente arrabbiata: è indignata, esasperata, depressa, frastornata, incredula, avvilita, umiliata, fremente, invelenita, sconfortata, e soprattutto terrorizzata. Questi sentimenti e stati d’animo sono il risultato dell’emergenza sanitaria che la dittatura del governo Conte Bis ha instaurato de facto, nel più assordante silenzio da parte di chi avrebbe dovuto, e dovrebbe tuttora, vigilare sul rispetto della Costituzione e degl’inviolabili diritti che la legge riconosce ai cittadini della Repubblica. E tuttavia sono anche il risultato di molti anni, anzi di parecchi decenni di pressione psicologica, di totalitarismo massmediatico, d’istupidimento programmatico e scientifico della popolazione da parte di una classe dominante infingarda e venale, pronta a vendersi a qualunque potere, preferibilmente straniero (non sia mai che un politico italiano riconosca a un suo connazionale il diritto a esercitare una qualunque autorità!), pur di assicurarsi poltrone e privilegi, e una permanenza al potere che sia la più lunga possibile, allo scopo di sistemare se stessi e gli amici, i parenti e i galoppini, per un bel po’ di tempo, con pensioni e vitalizi che assicurino loro una lunga e serena vecchiaia. L’istupidimento è stato condotto principalmente attraverso i mass-media, e in particolare la televisione. Gli italiani non sono, rispetto ad altri popoli europei, grandi lettori di giornali, però sono telespettatori accaniti: e la qualità media delle trasmissioni, sia d’informazione che d’intrattenimento e spettacolo, è scesa gradualmente, a partire dagli anni ’70, fino a toccare livelli addirittura infimi.

Ora, questi consumatori accaniti di tv spazzatura hanno subito lentamente, inarrestabilmente, un vero e proprio processo di mutazione antropologica: poco alla volta si sono abituati ad accettare e a considerare come normali, se non perfino gradite, cose che, qualche decennio fa, li disgustavano o li facevano rabbrividire. Chi detiene la proprietà delle reti televisive conosce bene il potere della finestra di Overton e se n’è servito per attuare una strategia di graduale colonizzazione dell’immaginario e delle menti della popolazione. Il segreto consiste nell’esercitare il monopolio sul prodotto televisivo, ciò che di fatto è avvenuto con la spartizione fra le tre reti statali e le tre maggiori reti private nelle mani dello stesso soggetto: il quale per giunta, qualche anno dopo, si è presentato, in qualità di leader politico, a capo dello schieramento politico di alternativa rispetto al governo. A partire da quel momento, ogni limite di decenza è stato oltrepassato e tutto ciò che le televisioni, pubbliche e private, hanno somministrato al pubblico, è stato un prodotto di qualità sub-umana, una specie di pastone per maiali, nonché un contenitore appena camuffato per la distribuzione incessante dei messaggi pubblicitari (fino a un centinaio di spot nell’arco di un film in prima serata, senza contare la pubblicità indiretta) e, nello stesso tempo, uno strumento per modificare, secondo un piano prestabilito, i costumi, le idee, i modi di sentire della gente comune, alterandoli fino a renderli irriconoscibili. Che altro direbbero i nostri nonni, infatti, se tornassero fra noi per qualche giorno e osservassero il nostro sistema di vita, materiale e spirituale, se non che siamo diventati completamente pazzi?

leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articoli/primo-rivolgere-la-rabbia-nella-giusta-direzione

Sinistrati e neofascismo sanitario

La furia del dileguare. Le sinistre radicali, una volta abbandonato il mito della classe operaia come soggetto escatologico, hanno individuato nei “migranti” e nelle più strampalate minoranze sessuali i moderni soggetti antagonisti. Il sostegno al nomadismo esistenziale dei primi e la difesa dei diritti civili dei secondi, sono diventate le loro due cifre identitarie. Ne è venuto fuori un instabile mix di libertarismo individualistico, di buonismo cattolico e di cosmopolitismo progressista. Si spiega così la corrispondenza di amorosi sensi con l’élite neoliberista.
Che questo connubio non fosse incidentale lo dimostra come esse si sono comportate e si stanno comportando davanti alla pandemia da Covid-19. Le sinistre radicali (di quelle di regime manco a parlarne) hanno fatto loro la narrazione dell’élite neoliberista dominante, quella per cui avremmo a che fare con un virus la cui letalità sarebbe tale da falcidiare l’umanità.
Posta la premessa due sono le conclusioni politiche obbligate. La prima: il nemico principale non è per il momento l’élite dominante, bensì il virus; la seconda: dato che essa agirebbe filantropicamente per il bene comune, merita di essere sostenuta. Embrassons nous!
Non entro qui nel merito scientifico e sanitario della questione.
In prima battuta è impossibile non segnalare un passaggio ideologico decisivo: l’élite neoliberista, pur di accreditare la tesi catastrofistica che col virus “nulla sarà come prima”, ha dovuto tradire le stesse radici razionalistico-borghesi della filosofia occidentale. Il dubbio metodologico cartesiano, quello per cui sono valide e assolutamente certe solo quelle conoscenze che superano la prova del fuoco dell’evidenza empirica, è stato rimpiazzato da un dogmatismo spacciato come scientificamente infallibile.
Come conseguenza di questa lugubre teologia è stato allestito un sistema del tutto simile alla Santa Inquisizione — quella, per capirci, che non solo processò Galilei, ma che mise al rogo Giordano Bruno —: chiunque ha contestato la teoria ufficiale sulla pandemia, prestigiosi scienziati compresi, è stato additato al pubblico ludibrio come squilibrato e pazzoide (sorte toccata addirittura al premio Nobel scopritore del HIV, Luc Montagnier).
Per eliminare scienziati dissidenti o nemici politici, oggigiorno, non serve bruciarli vivi: la morte civile la ottieni orchestrando una campagna di diffamazione a mezzo stampa e TV.
Ebbene, le sinistre radicali, quelle che avevano fatto della difesa dei diritti di libertà di piccole minoranze sessuali la loro cifra identitaria, non hanno alzato un dito in difesa del sacrosanto diritto di tanti scienziati a dissentire dalla vulgata ufficiale, non hanno battuto ciglio contro questa postmoderna Santa Inquisizione, neanche una parola proferita contro questa fascistizzazione della scienza.
Col pretesto di contrastare la pandemia, il governo di mezze tacche italiano, sostenuto da una asfissiante campagna di intimidazione mediatica, ha fatto strame della democrazia e dello Stato di diritto. Il Presidente del Consiglio, stracciando la funzione di primus inter pares che gli assegna la Costituzione, ha agito invece come un semi-dictator. Esautorato il Parlamento, ha assunto i pieni poteri utilizzando la modalità di decreti personali d’urgenza per dichiarare e far applicare lo Stato d’emergenza — una variante italica dello schmittiano “Stato d’eccezione” . Un fenomeno gravissimo, che non trova precedenti nemmeno ai tempi dei cosiddetti “anni di piombo”.
Così abbiamo avuto il lockdown più duro del mondo esteso a tutto il Paese, un’intera popolazione posta agli arresti domiciliari. Col corollario di intimidazioni sbirresche, editti di sapore fascista dei governatori, denuncie a tappeto, spionaggio di massa contri gli “untori”, e pure TSO a chi ha osato violare le prescrizioni. Con la conseguenza infine di aver causato qualcosa di ben più devastante di qualsiasi pandemia: il vero e proprio crollo economico dell’Italia.

Moreno Pasquinelli

Leggi tutto su https://www.sollevazione.it/2020/08/sinistrati-e-neofascismo-sanitario-di-moreno-pasquinelli.html

 

Ritorna Mario Monti

di Adriano Tilgher

Pareva ce ne fossimo liberati definitivamente, che non lo avremmo avuto più come nostro incubo, che le tremende batoste elettorali che aveva avuto il suo partito personale, “Scelta Civica”, gli avessero fatto capire quanto il popolo italiano non volesse più avere rapporti con lui.

Invece riecco Mario Monti, nominato, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), presidente della Commissione per la Salute e lo Sviluppo sostenibile per l’Europa.

Noi Italiani tutti sappiamo quanto sia competente in fatto di salute ed abbiamo provato sulla nostra pelle, quando è stato presidente del consiglio in Italia, quali siano le sue idee in merito ad uno sviluppo sostenibile.

Mario Monti, con la sua esperienza sviluppata ai vertici della Commissione Trilaterale e del Gruppo Bilderberg e la sua formazione liberista, è sicuramente il più indicato per affossare definitivamente lo stato sociale e aumentare il divario economico tra i singoli e tra i popoli; questa volta infatti, non lo farà solo in Italia ma in tutta Europa.

Questo, ovviamente, ci fa capire quanto sia un’enorme presa in giro la parola democrazia: il popolo italiano, che ha subito amaramente le sue cosiddette cure economiche che ci hanno sprofondato in una crisi tremenda, ha espresso in modo palese la condanna elettorale per questo nemico dell’Italia, ed ora ce lo troviamo in un ruolo di prestigio a parlare e suggerire sulla salute, lui che con i suoi provvedimenti di limitazione e smantellamento del comparto sanitario italiano ha contribuito notevolmente, oltre all’imperizia dei nostri governanti attuali, a farci trovare impreparati all’arrivo della pandemia da Coronavirus.

Certo, sapevamo che lo dovevamo sopportare a lungo come senatore a vita, regalo fattoci da un altro uomo della sua stessa risma, Giorgio Napolitano, ma pensavamo che non avrebbe più potuto farci del male.

Questo però la dice lunga su quale sia la vera cupola di potere in Italia e nel mondo, fatta dai nemici dei popoli ma soprattutto dai nemici dell’uomo; quelli che ritengono che l’essere umano sia un oggetto che è utile solo in quanto sta al mercato e sul mercato, sia come prodotto che come consumatore, al servizio di chi detiene le risorse e dei loro servitori.

Qualche sprazzo di lucidità l’hanno anche questi servitori sciocchi lautamente pagati, probabilmente residui spuri della nostra cultura millenaria; ma sono veramente disposti a sacrificare le loro brillanti carriere per questioni di principio?

Il sistema di potere vuole ridurre il genere umano ad un indifferenziato agglomerato di consumatori senza distinzione di genere, cultura, religione, un tutt’uno omogeneo ed amorfo capace di consumare, servire e, se necessario, produrre. Le differenze, grande ricchezza e gioia del genere umano, se riconosciute, diventano pericolose, potrebbero diventare un problema serio per loro.

Il nostro si è schierato apertamente contro uno dei capisaldi della costruzione di questo “agglomerato indifferenziato” rappresentato dal riconoscimento del matrimonio omosessuale e dall’adozione da parte di coppie omosessuali.

Napolitano e Monti

Non sappiamo se è stata questa la causa della sua momentanea scomparsa dalla scena pubblica italiana, né se, nel frattempo, gli hanno fatto cambiare opinione, ma certamente attendiamo con preoccupazione i suoi suggerimenti.

Almeno questa dovrebbe essere la sua funzione o, oggi, i suggerimenti dell’OMS, di cui uno dei principali finanziatori è la Fondazione Bill e Melinda Gates, diventano, come è stato durante la crisi per il Covid 19, degli ordini perentori?

Speriamo di no, anche se la consistenza servile della nostra classe dirigente ci lascia poche speranze.

Fonte: Il Pensiero Forte.it


https://www.controinformazione.info/ritorna-mario-monti/

Salvatori alla sbarra

Qualcuno in futuro dovrà dirci perché tutti i morti siano stati catalogati come decessi da Covid, le ragioni delle strane statistiche dell’Istat, perché siano state sconsigliate ( e lo  sono ancora ) le autopsie che sono la prima cosa da fare in questi casi, perché si siano usati mezzi diagnostici inadeguati, perché la sanità si sia ritrovata nel caos, perché viene negata la conoscenza di documenti essenziali a comprendere la vicenda  e infine come è nata ed è prosperata la macchina della paura di fronte a una sindrome influenzale che se ha fatto qualche morto in più rispetto al normale è stato solo a causa degli errori terapeutici compiuti e della disorganizzazione di una sanità umiliata dai continui tagli.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2020/08/08/salvatori-alla-sbarra/

NdR Conte non avrà nessun problema: secondo il collaudato sistema delle “porte girevoli”,  è già pronta per lui una confortevole posizione europea (che ha sicuramente ben meritato); eliminato Salvini per via giudiziaria il PD sarà costretto a sobbarcarsi la sostituzione del presidente del consiglio…

Pandemia infinita

Fonte: Paolo Borgognone

In questi giorni si discute molto, sul Web e altrove, della cosiddetta categoria dei “negazionisti” del coronavirus. Personalmente, ammesso e non concesso che questa categoria esista, non ne faccio parte, non mi identifico. Diversamente, sarebbe come se affermassi che l’11/9 non è mai accaduto, che le Torri Gemelle sono ancora in piedi e che nessuno morì in quel clamoroso auto-attentato, il vero “Reichstag di Bush II”. L’11/9 servì da volano per dare il via alla strategia di esportazione del capitalismo finanziario tramite i bombardieri americani e le politiche di regime change in varie aree “calde” del mondo. I morti alle Torri Gemelle ci furono, gli edifici crollarono. Anche allora, dopo quell’episodio, media, politici e grande finanza ci dissero che “nulla sarebbe stato più come prima”, che “le nostre vite sarebbero cambiate per sempre”. George W. Bush e il suo staff di neocon coniarono nell’occasione la definizione di “guerra infinita” contro i nemici dell’America e del liberalismo pratico. Per il coronavirus è un discorso analogo. Si tratta di un evento più o meno accidentale, strumentalizzato dalle classi dominanti liberal-globaliste per imporre ed esportare il capitalismo di quarta fase, integralmente digitalizzato (shut in economy), e un nuovo tipo di società (contactless society). Anche in quest’occasione le classi dominanti neocon (OMS, MIT di Boston, Gates Foundation, Harvard, ecc.) hanno coniato una definizione favorevole a legittimare questa politica di predazione: “pandemia infinita”. E stanno minando profondamente la tenuta psichica di milioni di persone, per non dire di più. I cambiamenti che sono in vista avrebbero richiesto, in regime di fisiologia politica ed economico-sociale, anni per essere metabolizzati. Li si vuole imporre in mesi, addirittura settimane.

leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articoli/pandemia-infinita

L’impero del Drago

A partire dal 2001  essa entrò a far parte dell’Organizzazione mondiale del  commercio (WTO), ottenendo così la possibilità di esportare ed importare  con minimi dazi doganali, nonostante non rispettasse nessuno dei parametri richiesti (ferie, diritti sindacali, orari di lavoro, ecc.). Troppo grande era l’avidità dei capitalisti americani ed europei di accedere ad un mercato del lavoro immenso e a bassissimo costo. La manodopera cinese, disciplinata ed efficiente, veniva pagata sì o no 5 dollari al giorno per produrre tutta la paccottiglia delle merci di ogni tipo a bassissimo costo.  Poi nel marzo del 2007  il Parlamento cinese ha varato la legge sulla proprietà privata con decreti attuativi in quasi tutti dettagli. Con tale legge lo stato rimane proprietario per sempre delle industrie strategiche, dei monti, fiumi, acque, ecc. e dei terreni agricoli, che possono quindi essere espropriati per giusta causa. Inoltre viene ribadita la supremazia dello stato nella direzione generale dell’economia. Da quella data la Cina diventa ufficialmente e giuridicamente un Paese con un sistema socialista di mercato. In termini taoisti ciò significa che l’acqua (lo Yin) si sposa col fuoco (lo Yang). Ossia, un’economia tendenzialmente egualitaria come il socialismo si armonizza con una economia fortemente individualistica come il capitalismo. Si pensi che oggi il 65% della produzione cinese è generata dal privato. Ciò è stato possibile anche perché i grandi lavori idraulici richiedono ora poca manodopera; la costruzione della diga delle 3 gole sullo Yangzi (ultimata nel 2007) e l’impiego di macchine mastodontiche li hanno resi d’importanza secondaria.

L’Occidente ha risvegliato il Drago dormiente e non potrà più fermarlo. La Cina presenta oggi una classe dirigente super-preparata che ha studiato nelle migliori università del mondo, e  nel contempo le sue stesse università di fisica, matematica e scienze primeggiano, soprattutto a Pechino e Shangai. Nel 2025 essa diventerà autosufficiente nell’alta tecnologia: già oggi nella telematica, nella robotica, nel solare e nella produzione di motori elettrici è prima al mondo: Huawei, Xiaomi, Oppo, Lenovo, Tencent, Suning e molte altre che operano nel settore delle comunicazioni viarie sono colossi che in taluni casi superano il fatturato di 100 miliardi di dollari annui.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/sul-dispotismo-cinese

Geopolitica

Il Corridoio 10 e il “Corridoio cinese”

Corridoi paneuropei

Corridoi paneuropei

Il “Ponte cinese” ha un’importanza strategica che va oltre l’orizzonte della pianificazione urbana di Belgrado. Esso, infatti, farà parte del Corridoio paneuropeo n.10, che idealmente collega Salisburgo (Austria) con Salonicco (Grecia) passando per Slovenia, Croazia, Serbia e Macedonia. I corridoi paneuropei multimodali sono grandi vie di comunicazione che la Conferenza Paneuropea ha definito strategiche per lo sviluppo economico del continente. I primi nove sono stati definiti nel corso delle sedute di Creta nel 1994 e di Helsinki nel 1997. Il Corridoio 10, invece, è stato ideato e aggiunto solo al termine delle guerre tra i paesi dell’ex Jugoslavia.

Più che sul Corridoio 10, tuttavia, gli interessi della Serbia si concentrano sulla tratta Belgrado-Bar. La costruzione di un’autostrada che colleghi la capitale serba con il maggiore porto del Montenegro, servendo l’intero bacino della Serbia occidentale, è infatti uno dei progetti infrastrutturali su cui il governo serbo ha puntato di più in questi anni. L’idea, sostenuta anche dal governo italiano e da quello montenegrino, è quella di istituire un nuovo corridoio paneuropeo sulla direttrice Bucarest-Belgrado-Bar-Bari, il Corridoio 11.

Le autorità serbe hanno già stretto importanti accordi in questo senso. Alla fine del 2013, infatti, il governo ha sottoscritto con il gruppo cinese Shandong Hi-Speed Group Corporation un contratto per la costruzione di alcuni segmenti della futura autostrada. Secondo alcune stime, il totale degli investimenti promessi da aziende cinesi per la realizzazione del Corridoio 11, prontamente ribattezzato “Corridoio cinese”, ha già superato il miliardo di euro. Visto da questa prospettiva, il nuovo “Ponte cinese” sul Danubio non è che una rappresentazione in miniatura di quell’enorme, metaforico ponte – fatto di investimenti e contratti milionari – che sta rapidamente sorgendo tra la Serbia e la Cina.

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Il-Ponte-cinese-di-Belgrado-154601

Il simplicissimus

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