Un po’ di storia

Il MES equivale come evento non solo alla nascita della creazione della Banca di Inghilterra nel 1694 quando un fondo chiuso, società privata, poté emettere banconote da prestare e o cedere a una borsa chiusa e privilegiata dei mercanti avventurieri delle Compagnie delle Indie, avvalendosi della garanzia del governo inglese.

Ma tramite l’adesione a un trattato internazionale non europeo e collegato in modo truffaldino dall’ampliamento di un articolo dei Trattati FUE assomiglia tremendamente alla creazione della Banca d’Italia, privata, per consolidare il debito del Piemonte indebitato con i Rotschilds, grazie al furto dell’oro del sud Italia nello scambio banconote contro oro (crf. Forcheri, Dall’Unità di Italia all’Unione europea ).

E la creazione del MES è anche simile al meccanismo, mutatis mutandis, della creazione del franco CFA con l’obbligo di porre a riserva presso il Tesoro francese le valute estere dei paesi “aderenti” – le colonie africane – con la santificazione del principio di cui sopra, prima paghi e poi forse riprendi in prestito i tuoi soldi, o tutt’al più trasformi i CFA in debiti esosi e riforme mortifere del FMI i cui danni provocati agli Stati “assistiti” sono oramai arcinoti anche a pietre e a bambini. (Forcheri, Tutte le eccezioni della FranciaI segreti dei conti francesi,  Convegno sul franco CFA ).

E come non vedere un parallelismo di metodo tra la possibilità del MES di richiedere entro sette giorni agli azionisti i fondi per l’aumento di capitali, deciso in totale impunità, o l’imposta ristrutturazione del debito, con la “clausola di rastrellamento” che la Francia può imporre agli stessi paesi della Françafrique, in virtù della quale le BC devono raccogliere presso tutti gli enti pubblici e PRIVATI delle colonie, gli ori e la valuta estera perché il Trésor francese possa continuare a godere della disponibilità di tali riserve  in cambio delle banconote da essa stampate per le 3 banche centrali africane?

E a me fa anche pensare agli ordini di rientro repentini dai fidi che le banche in Italia hanno inoltrato nelgi ultimi anni ad aziende in difficoltà di liquidità mandandole al fallimento.

E come non pensare all’enorme bail in che ci potrebbe essere richiesto a tutto il paese, sempre sulla base di decisioni segrete – ricordo che la decisione della BCE per definire in difficoltà le 4 banche Etruria ecc, così come la decisione di commissariamento della Carige del 2 gennaio scorso non sono state diffuse nel pubblico (vedi Forcheri, Italia come Grecia, la BCE può tenere segrete decisioni fondamentali per paesi interi ) – per assicurare che flussi di cassa, obbligazioni e pegni vadano a garantire l’arricchimento degli azionisti nascosti delle banche di Stati altrui, che fanno parte del mercato chiuso di cui sopra ?

Per questo la riforma del MES non solo va rifiutata in blocco ma è il MES in toto che va rescisso come Trattato, con una  campagna politica e di informazione che va fatta con determinazione fatta anche e soprattutto in Europa,  e qualcosa mi fa  pensare che una delle ragioni della Brexit risieda proprio in questa piega mortale assunta dall’UE, il MES e Aquisgrana, a meno che dietro al MES non ci sia proprio la manina invisibile degli Invisible della City di Londra.

Nforcheri 04/12/2019

MES: il golpe è servito. Forcheri

Disinformazione

Da decenni, la Sinistra ha abbandonato le lotte in difesa dei lavoratori, della loro sicurezza e dignità, dello stato sociale, per dedicarsi a sostenere i diritti degli omosessuali, dei gruppi LGBT, degli immigrati perdendo in tal modo seguito e consensi ed ha quindi bisogno di individuare sempre un nemico, prima Berlusconi oggi Salvini e la Meloni per costituire ogni volta un fronte comune da egemonizzare.

Le sardine sono naturalmente tutte antifasciste, il loro inno “Bella ciao”; gli idoli Karola Rackete, Greta Thunberg, e sono coccolati da tutti i mezzi di informazione. Questi ragazzi, completamente ignoranti di politica, sono fortemente condizionati dalla stampa, dai social ma soprattutto dagli insegnanti. L’egemonia della Sinistra nel corpo docente è fortissima ed i ragazzi assorbono come spugne certi messaggi pseudo buonisti subendo un indottrinamento senza neanche accorgersene, nel completo disinteresse dei genitori, spesso assento o distanti. Facendo leva su concetti come il razzismo, l’accoglienza, la tolleranza e criminalizzando nel contempo valori come Patria, Nazione, Comunità, si costituisce una solida base di “utili idioti” da utilizzare nelle piazze. Al tempo di Berlusconi si facevano i “girotondo”, oggi è il momento delle “sardine” e grazie alla straordinaria copertura mediatica di cui godono, proprio le sardine al momento rubano la scena.

Sorvolando sulla singolarità di promuovere manifestazioni filogovernative, eventi che raramente si verificano in paesi democratici essendo prerogative di regimi dittatoriali, l’aspetto più sconcertante di questo movimento riguarda il sostegno che le sardine concedono a questo governo, il più antinazionale e antipopolare di sempre. Un governo che ha sottoscritto il trattato del Mes, tenendo il Parlamento all’oscuro di tutto, che impegna l’Italia per 125 miliardi di euro, soldi dei risparmiatori italiani che saranno probabilmente utilizzati per il salvataggio delle banche tedesche drammaticamente esposte sul piano dei derivati in vista della Brexit. Un governo che nella legge di bilancio, con la scusa della lotta all’evasione fiscale, ha abbassato la soglia del contante favorendo in tal modo le banche e nella stessa legge autorizza l’Agenzia delle Entrate a pignorare i conti correnti anche per una multa o una bolletta non pagata. Senza contanti e con i conti pignorati nei prossimi mesi potremmo avere un’infinità di povera gente che non potrà letteralmente sopravvivere.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/elogio-funebre-delle-sardine

Italia, ultimo atto

di Luciano Lago

Il panorama italiano in queste settimane offre di che riflettere. I 5 stelle hanno compiuto il lavoro per cui sono stati concepiti, ovvero sterilizzare il dissenso e la protesta, incanalandola su un binario morto. Adesso risulta che gli italiani hanno mangiato la foglia e gli hanno voltato le spalle.
Nonostante questo gli strateghi del sistema prevedono e anticipano i tempi: i padroni di Grillo, gli stessi di Renzi , Prodi, Conte e simili, stanno lavorando su di un nuovo progetto : le sardine.
Il loro ruolo sara’ al momento quello dei semplici mestatori , degli antifa edulcorati. Devono sbarrare la strada ai sovranisti o pseudo sovranisti come Salvini.
Successivamente saranno organizzati, con tutta probabilità, per catalizzare il voto degli scontenti dei 5 Stelle, come sempre per consolidare il potere del ceto cosmopolita dominante. Si lasciano giocare e innalzare slogan, come avviene nelle rivoluzioni colorate e nelle sceneggiate delle commedie all’italiana. Un copione già visto dal 1968 in poi.
L’obiettivo è sempre quello di garantire lo status quo, la conservazione del potere delle centrali finanziarie dominanti.
I popoli devono avere l’illusione di partecipare, di sentirsi protagonisti, né più né meno come si sentivano protagonisti i giovani dei 5 stelle , quelli che hanno mandato in Parlamento di Maio e Fico.
Adesso lo spettacolo di quelli che volevano cambiare la politica e ne sono stati divorati è davanti ai loro occhi. Tuttavia le lezioni della Storia, come noto, non si apprendono mai.

Jean C. Junker assieme a G. Soros –

Nel frattempo il disastro italiano emerge in tutta la sua gravità: Taranto con l’ILVA che è destinata a chiudere e con quella l’acciaio in Italia, come in passato aveva chiuso la chimica, la siderurgia e domani la plastica. Venezia che sprofonda nell’alta marea, mentre la mega diga del Mose viene lasciata da anni ad arrugginirsi in acqua salata.
Genova e la Liguria dove crollano i ponti e i viadotti ed il più importante porto italiano rischia di rimanere isolato. L’Alitalia, una volta orgoglio dell’aviazione italiana, oggi ridotta ad una società paria in dissesto che aspetta degli acquirenti dall’estero e non li trova.
Non poteva essere peggio ed è quello che volevano le centrali dominanti: deindustrializzare e gettare nel caos un pericoloso concorrente per la Germania e Francia, i paesi dominanti in Europa. Con i collaborazionisti della classe politica italiana il progetto sta andando a compimento.
La fase successiva sarà quella di appropriarsi del grande risparmio italiano, quello che fa gola alle grandi banche e potentati finanziari esteri. Il meccanismo si è messo in moto con il MES, basta aspettare e gli effetti di questo salasso si vedranno in seguito. Con l’euro e la sudditanza alla Commissione Europea sarà più facile la prossima rapina del risparmio italiano.
Chi può se ne scappa o cerca delle vie di fuga, altri rimangono ma sono nella rassegnazione , nell’apatia e nella passività. In altri paesi le folle dei giovani si muovono, fanno barricate e si scontrano con la polizia per reclamare il diritto ad un futuro, in Francia con i “Gilet gialli”, in Cile, in Colombia, in Honduras, in Argentina la gente inizia ad usare i social per radunarsi e contrastare il potere, in Italia le “sardine” si radunano attraverso i social per plaudire alla conservazione dello status quo.
Facile prevedere che apatia e rassegnazione porteranno ad un prossimo disastro annunciato.

https://www.controinformazione.info/in-arrivo-il-prossimo-disastro-annunciato-la-rapina-del-risparmio-italiano/

Modernismo

MIRANDOLA, CAVEZZO, FINALE – “Le ciclabili vanno bene ma solo se affiancate ad altre infrastrutture come le reti ferroviarie”. Giulia Gibertoni replica così all’assessore all’Ambiente Raffaele Donini che, interpellato dalla consigliera del Movimento 5 stelle sulla situazione infrastrutturale della Bassa Modenese, ha affermato che i tracciati ferroviari dismessi non corrispondendo più alle esigenze di velocità odierne non verranno ripristinati.

La pentastellata aveva infatti proposto, “già a partire dal nuovo Piano regionale dei trasporti, il ripristino delle linee ferroviarie dismesse: la Mirandola-Modena e la Cavezzo-Finale Emilia”. Un modo, secondo la Cinquestelle, per una “più equa valorizzazione dei territori, per la diffusione del diritto a una mobilità ecologia, per il rispetto delle esigenze di un’Area Nord già sufficientemente svantaggiata nella distribuzione dei servizi, per una maggior attrattività di un territorio già messo a dura prova dal terremoto e dall’isolamento trasportistico”.

Il Prit, ha affermato Donini, prevede “interventi per la Modena-Mantova, con il raddoppio della tratta Quattro Ville-Carpi, e la Bologna-Verona, con il potenziamento tecnologico. Il recupero e la riqualificazione delle ferrovie dismesse avviene per la modalità ciclabile o nell’ambito di valorizzazione di linee storiche. Le ex linee Modena-Mirandola e Cavezzo-Finale Emilia sono dismesse dal 1964. Non c’era ancora la Regione. La sede della ex Modena-Mirandola è stata recuperata come pista ciclabile tra Modena e Bastiglia e tra Villafranca e Mirandola. Il tratto Cavezzo-Finale Emilia è quasi interamente recuperato a percorso ciclabile”.

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Sardine

Quello che è notevole e che fa immediatamente capire chi ci sia dietro “le sardine”, anche non si volesse risalire a Prodi e soci, è lo sperticato sostegno di tutti gli opinionisti e commentatori dei grandi media e delle TV che sono corsi a balzare sul carro delle sardine per esaltarne la “testimonianza democratica”, la “spontaneità” del movimento che sbarra la strada ai sovranisti ed al pericolo del fascismo, del razzismo e del nazionalismo più gretto.
Non sappiamo se le persone ingenue possano abboccare all’esca lanciata dai grandi media per fermare l’ondata del “finto sovranismo” di Salvini e soci, che già andrebbe criticato piuttosto per le sue ambiguità e per la poca chiarezza di programmi e assenza di una visione di fondo.

Il sovranismo è uno spauracchio, demonizzato dalla sinistra utilizzato come slogan dalla destra, quando in realtà è un concetto tutto inconsistente in un paese che la sovranità l’ha persa da un pezzo, vista la situazione di dipendenza dai circoli della UE di Bruxelles e di Francoforte, e considerata la subordinazione al padrone USA che mantiene indisturbato le sue 116 basi militari nella Penisola o può contare sull’assenso dei denominati sovranisti per ogni sua campagna bellica o di sanzioni verso i paesi dichiaratamente (quelli si) sovrani e come tali avversi alla dominazione del padrone USA: la Siria, l’Iran, la Russia e i loro alleati.
Le sardine, al contrario di quello che vorrebbero far sembrare, nuotano in branco nel brodo del conformismo e della corrente che omaggia i poteri dominanti e nulla vuole cambiare per fornire nutrimento al grande capitale finanziario che di sardine fresche è anche ghiotto.

https://www.controinformazione.info/le-sardine-un-boccone-prelibato-per-il-grande-capitale-finanziario/

Tribalismo

I membri del gruppo hanno un’istintiva inclinazione alla conformazione, accettando come plausibile qualsiasi informazione che avvalora l’identità del gruppo e ne giustifica la difesa. Come già insegnava il sociologo francese G. Le Bon oltre un secolo fa, nel suo celebre saggio Psicologia delle folle, perché un messaggio sia efficace e faccia presa sul grande pubblico occorre che sia semplice e diretto, senza troppi giri di parole. Niente di più indovinato che un tweet di 280 caratteri.

La veridicità del contenuto non è fondamentale, poiché:

“Le folle non hanno mai avuto sete di verità. Dinanzi alle evidenze che a loro dispiacciono, si voltano da un’altra parte, preferendo deificare l’errore, se questo le seduce. Chi sa illuderle, può facilmente diventare loro padrone, chi tenta di disilluderle è sempre loro vittima”.

Gustave Le Bon (1841-1931)

Nella folla, intesa da Le Bon dal punto di vista psicologico e non come mero aggregato di persone, il soggetto perde le proprie caratteristiche distintive e diviene come un essere nuovo, con un’anima diversa, collettiva. Rispondendo a tale dinamica ogni individuo, anche il più colto, reagisce per istinto all’interno di essa. La massa viene completamente governata dall’inconscio, che inibisce i meccanismi di controllo e di conseguenza lascia affiorare i comportamenti umani più primitivi.

L’assenza dell’aspetto cosciente priva le folle di capacità critica, spingendole ad accettare giudizi imposti e incontestati. Se, al suo interno, una singola persona può maturare nel proprio conscio un atteggiamento critico nei confronti dell’evento cui sta assistendo, baderà bene a tenerselo per sé e a reprimerlo, poiché la maggioranza dei presenti non si muove controcorrente come suggerirebbe la logica individuale.

Il singolo acquista, sostenuto dal numero, un sentimento di potenza invincibile e cede a istinti che, in solitudine, avrebbe necessariamente tenuto a freno: essendo la folla anonima, scompare anche il senso di responsabilità. Insomma, emerge la parte più istintiva e primordiale, vince la logica tribale.
L’identikit degli elettori

A seguito dei recenti risultati elettorali in Ungheria e Polonia è stata condotta una ricerca sugli elettori (Beyond populism – tribalism in Poland and Hungary, Political Capital, 2018): a smentita delle aspettative è stato riscontrato come coloro che avevano votato per i partiti populisti non condividevano necessariamente atteggiamenti populisti né nutrivano avversione per le cosiddette élite.

Alla base delle loro scelte non c’era l’adesione alla “retorica populista”, ma una forte attrazione per le narrazioni semplicistiche che dipingono la scena politica come una lotta tra due parti, una buona e una cattiva, e una predisposizione spontanea ad accordare fiducia a un leader percepito come forte.

L’elettorato presenta, dunque, le caratteristiche di una tribù che si coalizza intorno al suo capo, pronta a combattere contro quella avversaria.

Pertanto, i fiumi di parole spesi sulla disinformazione e sull’ignoranza dell’elettorato non servono a spiegare la polarizzazione e la radicalizzazione dell’attuale scena politica.

Non si tratta di populismo, ma di qualcosa di congenito e atavico, il tribalismo appunto, che nei media attuali trova l’humus ideale.
Fonte: Ilaria Bifarini

https://www.controinformazione.info/dal-populismo-al-tribalismo-la-nuova-frontiera-del-consenso-politico/

Centralità della scuola

Fonte: Andrea Zhok

Il ministro dell’Istruzione Fioramonti annuncia che dal prossimo anno tutte le scuole pubbliche dedicheranno 33 ore all’anno, quasi un’ora a settimana, a studiare i problemi legati al cambiamento climatico. Inoltre il tema dello sviluppo sostenibile verrà trattato trasversalmente ad altre materie come geografia, matematica e fisica. Secondo le parole del ministro all’agenzia Reuters: “Voglio fare del sistema educativo italiano il primo che pone l’ambiente e la società al centro di ciò che impariamo”.
Ora, la domanda – da pronunciarsi rigorosamente scrollando il capo sconsolati – è “Perché?”.
Perché in questo paese non si guarda mai ai fattori strutturali e si corre dietro costantemente a mode e simboli da prima pagina?
Perché un ministro che dovrebbe occuparsi di uno dei settori più strategici e disastrati si sente in obbligo di inventarsi l’ennesimo tripudio di effetti speciali per sentirsi ‘i primi’ in qualcosa? Da dove proviene questo terrificante provincialismo?
Siamo quel paese dove università in crisi costante sfornano tra i più bassi numeri di laureati dell’OCSE (quasi tutti concentrati in una manciata di sedi sovraffollate);
dove i Conservatori musicali hanno avuto il loro ultimo concorso un quarto di secolo fa;
dove nell’intero comparto scolastico a colpi di ‘innovazioni tecnologiche’, ‘modernizzazioni’ e ‘internazionalizzazioni’ abbiamo demolito l’offerta formativa tradizionale sostituendola con gusci vuoti chiamati ‘stage professionalizzanti’, ‘laboratori’, ‘sperimentazioni’, mentre studenti arrivano alla laurea senza saper usare una sintassi intelligibile;
dove è diventato quasi impossibile studiare una seconda lingua che non sia l’inglese alle superiori;
dove l’attività principale dei docenti, di straordinaria innovazione in straordinaria innovazione, è diventata la gestione burocratica di test, aggiornamenti, schede, regolamenti, valutazioni e autovalutazioni, buoni propositi, rendicontazioni, compilazioni di prestampati, progetti a caccia di fondi, lasciando lo studio e la cura della didattica alle varie ed eventuali.
Perché, invece di concentrarsi su come far camminare passo dopo passo un intero sistema formativo nazionale si vuole dar a intendere che siamo impegnati nel rifinire le ultime acrobazie aeree?
Naturalmente il problema non è che il cambiamento climatico non sia una cosa importante di cui discutere. Lo è, come a seconda dell’agenda mediatica del momento, può esserlo il razzismo, la fame nel mondo, le malattie sessualmente trasmesse, il bullismo, il rispetto di genere, lo smog, la sovrappopolazione, le energie alternative, le tossicodipendenze, la mafia, ecc. ecc. ecc.
Il problema è che saltabeccare di iniziativa estemporanea in iniziativa estemporanea, nel nome del proprio quarto d’ora di celebrità, affastella disorganicamente ‘idee brillanti’ con dietro il deserto mentale, drenando continuamente risorse dall’essenziale al contingente, dal sostanziale al modaiolo.